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martedì 1 luglio 2025

Falsificazione e realtà

“Il tutto è falso, il falso è tutto” si intitola una delle più belle canzoni di Giorgio Gaber.

La falsificazione della realtà oggi raggiunge spesso livelli di stupefacente e raffinata verosimiglianza, fino ad arrivare, tramite il falso, alla ricostruzione della realtà stessa: una diffusa de-realtà, che prende gradatamente il posto del vero, e che è, d’altronde, il corrispettivo di “tutti mentono”. Falsificare in nome di un nobile scopo superiore, della Verità assoluta, che quasi mai corrisponde ad una misera verità relativa contestuale, sta diventando del tutto legittimo. 

Stiamo assistendo ad uno scontro tra molteplici realtà diverse. E non mi riferisco specificatamente all'uso dell'IA, ma alle falsificazioni tout court, ben orchestrate tramite filmati, immagini, testi, e che sono direttamente proporzionali alla difficoltà o all'impossibilità di poterne verificare la fondatezza: la raffinatezza sta soprattutto in questo. Tutto ciò va a rafforzare la menzogna e la menzogna mista a verità, che forse è il tipo peggiore di falsificazione.

In tale particolare tipo di guerra, basato sulla manipolazione del reale, vengono confezionate più che in passato e dai più disparati soggetti, con l’ausilio della tecnologia e della comunicazione in tempo reale, narrazioni fondate su una notevole conoscenza della psicologia delle masse, desiderose di trovare conferme al proprio immaginario o risposte adeguate alle proprie domande: un'espansione del meticoloso lavoro realizzato da Goebbels sulla propaganda e da Pavlov con i suoi poveri cani.

Dubitare di tutto è l’unico atteggiamento sano, ma non è certo la soluzione, perché espone ad un’altra manipolazione: quella di confondere le coscienze e di non far credere più a nulla. E allora, è necessario sapersi destreggiare da soli, con la consapevolezza che potremmo sicuramente sbagliare.


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