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lunedì 10 novembre 2025

“Frankenstein” (2025)


“Frankenstein” (2025)

regia di Guillermo del Toro 

con Jacob Elordi, Mia Goth, Oscar Isaac, Felix Kammerer, David Bradley, Lars Mikkelsen.

L’amore per l’eccesso e per il gotico non è certo una sorpresa in Guillermo del Toro. In fondo, il suo Frankenstein, pur nella sua sontuosa messa in scena, risulta abbastanza prevedibile e perfettamente coerente con la sua idea di estetica. L’impressione complessiva è quella di un’occasione mancata: il film non è affatto brutto, anzi, ma non decolla mai davvero. Il cast è al di sotto delle aspettative, e l’Elizabeth interpretata da Mia Goth appare del tutto fuori misura, priva di spessore e di autentica tensione drammatica. Eppure del Toro ha presentato il progetto come la realizzazione di un sogno coltivato per decenni.

Nonostante tutto, il film si lascia guardare. È lontano dai vertici qualitativi de “Il labirinto del fauno” o del primo "Hellboy", ma rimane un fumettone piacevole, a tratti divertente, anche se appesantito da momenti eccessivamente verbosi e da qualche passaggio stanco. La parte migliore, al netto di alcune trovate di cattivo gusto che ricordano The Strain, risiede negli effetti speciali e nella fotografia, davvero notevoli. Anche la Creatura è ben riuscita. Per fortuna del Toro si mantiene abbastanza fedele all’originale, evitando di cadere in reinterpretazioni imbarazzanti, anche se si avverte chiaramente che lo fa più per uno sforzo di autocontrollo che per convinzione profonda.

Interessante, invece, l’enfasi sul rapporto tra padre (che è anche madre) e figlio: il mostro generato dalla mostruosità dell’animo narcisista di un Victor prometeico, perennemente in cerca di accettazione fino alla fine, quando tutto si scioglie simbolicamente nel gesto liberatorio del perdono. È forse questo il nucleo più autentico del film, ciò che lo salva e lo rende, in definitiva, un’opera dotata di una sincera e intensa emotività.

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