«O anche parlare di quanto è strano questo mondo. Stare con la gente è una cosa bellissima. Ma non mi sembra sociale riunire un mucchio di gente, per poi non lasciarla parlare, non sembra anche a voi? Un'ora di lezione davanti alla TV, un'ora di
pallacanestro, o di baseball o di podismo, un'altra ora di storia riassunta o di riproduzione di quadri celebri e poi ancora sport, ma, capite, non si fanno domande, o almeno quasi nessuno le fa; loro hanno già le risposte pronte, su misura, e ve le sparano contro in rapida successione, bang, bang, bang, e intanto noi stiamo sedute là per più di quattr'ore di lezione con proiezioni. Tutto ciò per me non è sociale. E' tutt'acqua rovesciata a torrenti, risciacquatura, è, mentre loro ci dicono che è vino quando non lo è. Ci riducono in condizioni così pietose, quando viene la sera, che
non possiamo fare altro che andarcene a letto o rifugiarci in qualche Parco di divertimenti a canzonare o provocare la gente, a spaccare i vetri nel Padiglione degli spaccavetri o a scassare automobili, nel Recinto degli scassamacchine, con la grossa sfera d'acciaio. O non ci resta che salire in macchina e correre pazzamente per le strade, cercando di vedere quanto da vicino si possano sfiorare i lampioni e quanto strette si possono fare le curve, magari sulle due ruote laterali. Può darsi benissimo che io sia proprio quello che dicono, d'accordo. Non ho amici, io. E questo dovrebbe provare che sono anormale. Ma tutte le persone che conosco urlano o ballano intorno come impazzite o addirittura si battono a vicenda, selvaggiamente. Avete notato come la gente si faccia del male, di questi tempi?»
«Ho passato una sera simpatica» disse lei, dal bagno.
«Che hai fatto di bello?»
«Il salotto.»
«Che cosa davano?»
«Programmi.»
«Quali programmi?»
«I migliori che mai abbiano dato.»
«Con chi?»
«Oh, sai, la solita squadra.»
«Sì, la squadra, la squadra, la squadra.» Si premette i polpastrelli sul dolore che aveva negli occhi e bruscamente l'odore di cherosene lo fece vomitare. Mildred rientrò nella stanza, canticchiando. Rimase stupita.
«Perché hai fatto una cosa simile?»
Lui guardò spaurito il pavimento.
«Abbiamo arso viva una vecchia coi suoi libri.»
«Meno male che il tappetino è lavabile.» Andò a prendere uno straccio e si affaccendò per qualche istante intorno allo scendiletto. «Sono andata a casa di Helen ieri sera.»
«Non potevi seguire il programma nel tuo salotto?»
«Certo, ma è divertente far visite alle amiche.»
Andò in salotto. Montag la udì canterellare.
«Mildred?» la chiamò.
Ritornò, cantando, facendo scoppiettare le dita sommessamente.
«Non vuoi sapere niente di stanotte?» le disse.
«A proposito di che?»
«Abbiamo bruciato un migliaio di volumi. Insieme con una donna.»
«Ebbene?»
Il salotto stava esplodendo in un'orgia di suoni.
«Abbiamo bruciato copie di Dante, Swift e Marc'Aurelio.»
«Non era un Europeo, questo Marc'Aurelio?»
«Qualcosa di simile.»
«Non era per caso un sovversivo?»
«Non ho mai letto niente di lui.»
«Sì, era un sovversivo.»
Da "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury (1953)

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