CONSIGLI DI LETTURA.
Haruki Murakami
"Tokyo Blues - Norwegian Wood" (1987)
I ricordi a volte ci raggiungono inaspettatamente come una lieve marea, che lentamente ci invade la mente e il corpo, ci accarezza e ci offusca con leggerezza i sensi. Si cade in un rilassato torpore, la tristezza e la malinconia ci assalgono irrimediabilmente. Ma alla fine una dolcissima tenerezza lascia il posto a ogni rimpianto. Un'analoga sensazione si ricava leggendo la novella di Murakami, sicuramente il suo libro più famoso.
Tokyo 1968, Toru, ventenne ragazzo giapponese, e Naoko, sua amica, vivono una storia di amicizia che presto sfocia in un rapporto d'amore "platonico" molto tormentato.
Romanzo delicato e tenue dello scrittore giapponese, basato su un flashback iniziale del protagonista, che ricorda con evidente nostalgia i giorni di quell'intenso periodo della sua vita.
Romanticismo e malinconia a piene mani, ma senza mai eccedere, Murakami è bravissimo a far vivere una serie di personaggi, tutti molto singolari.
Storia d'amore, ma anche di solitudine e di morte, in un'ottica non esclusivamente orientale.
Tuttavia, la chiave dell'opera di Murakami sta tutta in questa frase: "La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante", cosa che gli uomini dovrebbero aver imparato molto bene, invece di lasciarsi vincere da sirene che spacciano illusioni. I personaggi che si alternano sulla scena, lasciano il loro segno, e non solo: la loro presenza è costantemente palpabile, a prescindere dal fatto che siano vivi o morti.
Storia che potrebbe appartenere genericamente al filone minimalista, ma che assume un valore filosofico assoluto, in cui continuamente si vive l'esperienza legata al tormentato mondo dei sentimenti. Ne consegue che non è solo un racconto sulla memoria e sulla giovinezza e sul mondo che fu e che è irrimediabilmente perso, è anche un racconto sui sensi e sulla loro intensità a prescindere dall'età. In quest'ordine di idee si iscrive il più bel personaggio del romanzo, la chitarrista Reiko, donna matura, sorta di materna guida per i due giovani ventenni. Ma che incarnerà anche il ruolo di “mediatore” definitivo tra i due ragazzi.
La musica riveste un ruolo determinante in "Tokyo Blues", lasciando la netta sensazione che leggendolo si avvertano anche le note. Così si alternano Beatles (da una loro celebre canzone è tratta la seconda parte del titolo del romanzo), Doors, Miles Davis, Bacharach, Debussy....
Ma è il libro stesso ad essere musicale, simile ad una profumata e melodiosa lunga sinfonia, che lascia estenuati, ma intimamente molto appagati.

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