Consigli di lettura.
«Pensai a quanto terribile sarebbe potuto diventare il mondo se gli uomini si fossero resi conto, tutto a un tratto, del loro potenziale, e se tutti avessero saputo cosa pensavano gli altri. Sarebbe stata la fine della società civile. La società come la conosciamo non sarebbe potuta esistere, se ognuno fosse un libro aperto per chi gli sta vicino.»
Stephen King sostiene che è stato lo scrittore che lo ha influenzato più di ogni altro. E non è difficile crederlo. Anche se la differenza, con tutto il rispetto per King, è che Matheson aveva il dono geniale della sintesi, cosa che spesso manca a lui. L'autore di "Io sono Helen Driscoll", infatti, aveva una prosa essenziale, stringata e dal ritmo assai sostenuto. Ne sono prova: questo romanzo, gli altri due capolavori, "Io sono leggenda" e "Tre millimetri al giorno", ma anche i tanti racconti che ci ha lasciato, a cominciare dall'indimenticabile "Duel".
"Io sono Helen Driscoll", volendo molto schematizzare, si presenta come una novella horror, con implicazioni paranormali, e con una suspence da thriller.
Tuttavia, c'è anche molto altro. È in definitiva una metafora dell'esistenza.
Matheson manipola la materia con grande maestria, condendola di molteplici colpi di scena e calandosi con estrema naturalezza nei più profondi abissi dell'animo umano.
Un romanzo di 64 anni fa (la mia stessa età), anche se Matheson lo ha ritoccato nel 1986, e che non è invecchiato di un anno.

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