«Le droghe servono a molti scopi» continuò il giudice. «Non voglio enumerare quelle che sono le qualità desiderabili per chi le usa. Dal punto di vista dello Stato vi dirò che una popolazione assuefatta alla droga è una popolazione leale. Le droghe sono una delle maggiori fonti di gettito fiscale. Le droghe simboleggiano il nostro modo di vita. Vi dirò infine che le minoranze non assuefatte hanno sempre dato prova di ostilità verso le istituzioni di Omega.»
John Carpenter, che conoscerà sicuramente Sheckley, deve aver pensato a questo romanzo nella stesura della sceneggiatura di "1997 fuga da New York".
Infatti, il maggior comun denominatore del film e del libro sta nell'idea di un mega carcere, dove confinare i fuorilegge. Nell'isola di Manhattan, in Fuga da New York, e in un intero pianeta, Omega, nel romanzo di Sheckley.
Due distopie in cui le analogie non riguardano solo questa trovata, ma si possono rintracciare anche in altri aspetti: a cominciare dall'eroe solitario, con particolare destrezza fisica, e nella trama avvincente, fatta di ritmo assai elevato e di continui colpi di scena.
Ma negli "Orrori di Omega" si va ben oltre, e la tematica distopica è ancora più marcata, con elementi anche abbastanza impressionanti, per le loro affinità con diversi aspetti del mondo attuale, compreso il globalismo.

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