Rip, Rig & Panic
"God" (1981) - "I Am Cold" (1982)
Negli anni ottanta il rock prese talmente strade diverse e notevolmente creative, da allontanarsi spesso apparentemente anche dalle fondamentali regole che lo contraddistinguevano. Ciò fu merito prima del punk, che distrusse i fondamenti di una musica che si stava troppo ripiegando su se stessa, e poi della new wave che ne riscrisse i canoni. Questo accadeva però nella seconda metà degli anni settanta.
Alterne fortune e alterne vicende attraversarono poi nel decennio successivo la musica rock. Una babele di suoni e di concezioni diverse che si dipartivano dalla new wave e che della new wave presero l'etichetta, tanto era sfuggente il concetto stesso che sottintendeva a questa esperienza musicale. I risultati non furono sempre particolarmente rilevanti dal punto di vista qualitativo, ma è innegabile lo sforzo di rinnovamento e di libertà espressiva che stravolsero i generi e i sottogeneri.
Tutto nasceva dal concetto che gradatamente si affermò, quello di contaminazione, non visto più come un genere diverso con cui far sposare il rock, come per esempio era accaduto col rock blues o col progressive, ma come sperimentazione e ardita incursione sonora che si scioglieva all'interno di un minestrone di generi diversi e che alla fine andavano ad arricchire la materia musicale. Quindi non più la catalogazione come tratto distintivo, attraverso la quale riconoscere il rock come primaria forma da cui tutto deriva, ma il risultato finale che del rock conservava il concetto estetico di approccio istintivo ed immediato.
Uno degli esperimenti più interessanti di quegli anni, ma che si risolse solo in una manciata di dischi, fu appunto quello dei Rip, Rig & Panic, i quali provenivano già dall'incredibile esperienza di cruda avangaurdia radicale del Pop Group. Il discorso musicale si evolveva e si raffinava, cercando nel jazz sia tradizionale che d'avanguardia, nella musica etnica, nella musica classica, nel soul, nell'elettronica e nello scherzo sonoro, non un'identità ma la ricerca di nuove strade.
I primi due album, qui segnalati, che nella versione in vinile tra l'altro erano due doppi EP, sono la dimostrazione pratica di tutto ciò, più radicale e sperimentale il primo, più votato alla ricerca melodica e sonora il secondo. Dischi forse oggi introvabili, ma essenziali per capire l'evoluzione musicale dell'epoca. Probabilmente ininfluenti per quanto riguarda i percorsi musicali nei decenni successivi, anche se ciò sarebbe tutto da dimostrare, ma sicuramente imprescindibili, oltre che per la loro genialità e assoluta originalità, per quello che seguì nelle forme più sperimentali e fantasiose in tutti gli anni ottanta.
Il gruppo di Mark Springer godeva dell'apporto di notevoli musicisti e in particolare della straordinaria voce di Neneh Cherry, figlia del grande trombettista jazz Don Cherry, la quale successivamente intraprese una dignitosa carriera come cantante soul.

Nessun commento:
Posta un commento
Ogni commento, prima di essere pubblicato, verrà sottoposto ad autorizzazione. Grazie