RIFLESSIONI
Su Meloni e Schlein
Le condizioni che hanno portato due personaggi come la Meloni e la Schlein ad emergere, sono state determinate da due grandi geniali operazioni di cosmesi, uguali e contrarie. Da quello che leggo, lo hanno capito veramente in pochi.
Operazioni dirette allo zoccolo duro del proprio rispettivo elettorato di riferimento, che oggi è quello che conta davvero, sia numericamente che ideologicamente. Un elettorato rimbambito da decenni di propaganda, per il quale le tematiche che contano sono quelle marginali, trasmesse dai mass media e in parte anche dalla rispettiva memoria familiare. Il resto, le tematiche forti, sono state interiorizzare come appartenenti alla natura delle cose, e per questo immodificabili.
Sono operazioni geniali, anche perché tendono a polarizzare lo scontro proprio sulle suddette tematiche marginali, riproducendo all'infinito supercazzole atte a stimolare sempre più i conflitti orizzontali.
Le mani che hanno determinato queste operazioni sono esattamente le stesse: quelle appartenenti a consorterie di élite, a volte anche in conflitto tra loro, non su cose che immaginiamo noi, ma sulla divisione trasversale di sfere di influenza economiche e geopolitiche, che nulla o quasi hanno a che vedere con la tradizionale dicotomia destra/sinistra. Il substrato sistemico, invece, è lo stesso, fondato su: compressione delle libertà, tecnologie della sorveglianza, addomesticamento delle masse, strategia emergenziale, transizione energetica e digitale, svuotamento delle soggettività, tecnocrazia, disumanizzazione delle relazioni sociali, sradicamento, impoverimento, schiavismo, securitarismo.
Questa strategia della polarizzazione tra le masse porta anche ad un'altra calcolata conseguenza: il recupero di fette di astensionismo. L'area dell'astensionismo non è un partito, molti se ne dimenticano, e di conseguenza ciò che porta le persone a disertare le urne ha motivazioni molteplici, a volte anche opposte, ma che rischia sempre di diventare antisistemico. Non lo è a priori (errore di valutazione), ma rischia di diventarlo.
La tendenza a subire tale fascinazione, con tempi più o meno lunghi, riguarda anche molti di quelli che credono di appartenere all'area del dissenso, ma che, da quanto osservo, non hanno minimamente abbandonato le incrostazioni di vecchie appartenenze di destra e di sinistra, nonostante ciò che vanno ripetendo innanzitutto a sé stessi.
Io non credo nell'unità politica, perché non credo più nella soluzione politica (tradizionale?). Ancor più se l'unità proposta, viene a coincidere con un non chiaro regolamento di conti col proprio passato, che, a quanto pare, proprio passato non è, non avendo il coraggio nemmeno di essere sinceri con sé stessi (non voglio addentrarmi nell'analizzare la presupposta buona fede, soprattutto dei "guru", ognuno tragga le sue conclusioni).
Detto più sinteticamente tra Meloni e Schlein non esiste un meno peggio. Convincetevi, e poi, potrete forse convincere gli altri.

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