In memoria di Ryūichi Sakamoto.
Non è stato solo un grande musicista e compositore, ma anche un ottimo attore.
Io, dovendo scegliere, lo voglio ricordare così, accanto al Duca Bianco, interpreti bravissimi e bellissimi di "Furyo", capolavoro di Nagisa Ōshima.
Un film sulla crudeltà della guerra e del militarismo, ma anche sull'incontenibilità dei sentimenti, espressi o meno, e che riescono a piegare qualsiasi tabù e divieto.
Tutto questo, anche se significativo di per sé, ha, però, soprattutto la funzione di pretesto per mettere in scena un altro tipo di conflitto.
La rappresentazione dell'apparente insanabile incomprensione, a prescindere dalla guerra, tra la cultura orientale e la visione occidentale, colte però in due particolari contesti: giapponese e anglofono, ma che Ōshima rende con grande acume e sensibilità. E che, tuttavia idealmente, in un altro luogo e in un altro tempo avrebbero potuto convivere con rispetto reciproco e serenità.

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