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Storia del Rock
The Style Council
“Our Favourite Shop” (1985)
Una delle più originali "onde anomali", nate in Inghilterra in seno alla new wave negli anni ottanta, fu quella che potremmo definire del "British new jazz/soul".
Tutto prese l'avvio da buona parte delle canzoni tratte da quel memorabile disco dei Clash che fu "Sandinista". Fonte di ispirazione di molta della musica che seguì e fonte di ispirazione di questo genere musicale che vide esprimersi diverse band e artisti britannici. Basti ricordare alcuni nomi: Dexys Midnight Runners (questi con evidenti influenze di musica celtica), Everything But The Girl, Carmel, Working Week, Sade, Animal Nightlife e soprattutto The Style Council.
Le componenti di questa musica erano essenzialmente il beat bianco anni sessanta e la black music. In più, alcuni di loro erano connotati politicamente in senso abbastanza radicale, seguendo la strada tracciata appunto dai Clash, ma non solo. Altri avevano spiccate caratteristiche multietniche, sia musicalmente che nella composizione delle formazioni.
Gli Style Council erano per lo più un duo, attorno al quale giravano una serie di musicisti diversi: Paul Weller, chitarra e voce; Mick Talbot, tastiere.
Paul Weller veniva dal punk e dintorni. Leader dei Jam, gruppo che aveva sposato l'estetica dei mods e che già all'epoca inseriva nelle sonorità punk alcune tracce più melodiche, che si svilupperanno in maniera più concreta proprio con l'esperienza degli Style Council. Mick Talbot veniva invece dai Dexys Midnight Runners di Kevin Rowland.
Weller e Talbot diedero vita tra il 1983 e il 1985 a tre dischi fenomenali (un EP e due LP). Sonorità che si rifacevano chiaramente ai Beatles, ai Clash, al soul, al jazz, al rythm'n blues e al rap. "Cafè Bleu" e "Our Favourite Shop", i capolavori del duo. Il secondo è uno dei dischi più politicizzati del nuovo rock inglese. L'originalità del contrasto tra la musica, basata sul divertimento funk e sui toni romantici, e i testi impegnati politicamente, rende questo prodotto unico e godibilissimo.
La voce di Paul Weller è a tratti soft e a tratti più marcatamente black. Le quindici composizioni sono tutte a livelli qualitativamente molto alti, alcune delle quali resteranno dei classici: "Hombreakers", "Come to Milton Keynes", "Boy Who Cried Wolf", "The Lodgers", la title track e "Internationalists".
Gli Style Council infatti erano impegnati contro il thatcherismo e avevano patrocinato iniziative a favore delle lotte dei minatori inglesi.
Nel 1986 ho assistito ad un loro concerto qui a Roma. Un'esibizione commovente e altamente coinvolgente. Il tendone che ospitava il live si era trasformato in un'enorme, frenetica e sconvolta sala da ballo. Indimenticabile.

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