Sulla diserzione e sulla disobbedienza
Il sistema è diventato onnipervasivo, soprattutto grazie alla digitalizzazione della vita quotidiana. E lo sarà sempre di più. Ci stanno lavorando da decenni.
Sperare di cambiarlo dall'interno è mera illusione, così come sperare i cambiarlo con le manifestazioni di piazza.
Tra i cosiddetti antisistema, ci sarà sempre qualcuno (a cominciare dai leader) a cui piacerà più di qualche aspetto del sistema, o cercherà di imporre un'altra visione sistemica; oppure che non riuscirà o non vorrà vedere certe implicazioni, e più che al cambiamento e alla resistenza, mirerà al cambiamento del timoniere.
Tutto questo, dando per scontata la buona fede.
Ci sono solo due alternative: la diserzione totale su tutto, a cominciare dalle urne, una diserzione radicale; oppure provare a sopravvivere, cercando di non farsi violentare troppo, disobbedendo laddove sarà possibile, immettendo vita tra gli interstizi del sistema.
In entrambi i casi, è innanzitutto una rivolta dei singoli individui. Con o senza gli altri. Una rivolta in cui non si punta il dito ma dando testimonianza di sé.
Tertium non datur.

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