๐๐น๐ถ๐ฎ๐ ๐๐ฎ๐ป๐ฒ๐๐๐ถ.
๐๐ฎ ๐ฑ๐ถ๐๐๐บ๐ฎ๐ป๐ถ๐๐๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ฐ๐ผ๐บ๐ฒ ๐๐๐ฟ๐๐บ๐ฒ๐ป๐๐ผ ๐ฑ๐ถ ๐ฝ๐ผ๐๐ฒ๐ฟ๐ฒ.
"๐๐ฉ๐ช ๐ท๐ถ๐ฐ๐ญ๐ฆ ๐ฅ๐ฐ๐ฎ๐ช๐ฏ๐ข๐ณ๐ฆ ๐ด๐ถ๐จ๐ญ๐ช ๐ถ๐ฐ๐ฎ๐ช๐ฏ๐ช ๐ค๐ฆ๐ณ๐ค๐ข ๐ฅ๐ช ๐ด๐ท๐ช๐ญ๐ช๐ณ๐ญ๐ช, ๐ฅ๐ช ๐ด๐ฐ๐ต๐ต๐ณ๐ข๐ณ๐ณ๐ฆ ๐ญ๐ฐ๐ณ๐ฐ ๐ง๐ฐ๐ณ๐ป๐ข ๐ฅ๐ช ๐ณ๐ฆ๐ด๐ช๐ด๐ต๐ฆ๐ฏ๐ป๐ข ๐ฆ ๐ฅ๐ช๐ณ๐ช๐ต๐ต๐ช, ๐ง๐ช๐ฏ๐ค๐ฉรจ ๐ด๐ช๐ข๐ฏ๐ฐ ๐ฅ๐ข๐ท๐ข๐ฏ๐ต๐ช ๐ข ๐ญ๐ถ๐ช ๐ช๐ฎ๐ฑ๐ฐ๐ต๐ฆ๐ฏ๐ต๐ช ๐ค๐ฐ๐ฎ๐ฆ ๐ข๐ฏ๐ช๐ฎ๐ข๐ญ๐ช. ๐๐จ๐ญ๐ช ๐ญ๐ช ๐ต๐ณ๐ข๐ด๐ง๐ฐ๐ณ๐ฎ๐ข ๐ช๐ฏ ๐ข๐ฏ๐ช๐ฎ๐ข๐ญ๐ช, ๐ฆ ๐ข๐ฏ๐ค๐ฉ๐ฆ ๐ด๐ฆ ๐ฏ๐ฐ๐ฏ ๐ญ๐ฐ ๐ฅ๐ช๐ค๐ฆ ๐ข๐ฑ๐ฆ๐ณ๐ต๐ข๐ฎ๐ฆ๐ฏ๐ต๐ฆ, ๐ฆ๐ฏ๐ต๐ณ๐ฐ ๐ฅ๐ช ๐ดรฉ รจ ๐ฃ๐ฆ๐ฏ ๐ค๐ฐ๐ด๐ค๐ช๐ฆ๐ฏ๐ต๐ฆ ๐ฅ๐ช ๐ฒ๐ถ๐ข๐ฏ๐ต๐ฐ ๐ฑ๐ฐ๐ค๐ฐ ๐จ๐ญ๐ช ๐ช๐ฎ๐ฑ๐ฐ๐ณ๐ต๐ช๐ฏ๐ฐ: ๐ฑ๐ข๐ณ๐ญ๐ข๐ฏ๐ฅ๐ฐ๐ฏ๐ฆ ๐ค๐ฐ๐ฏ ๐ช ๐ด๐ถ๐ฐ๐ช ๐ค๐ฐ๐ฏ๐ง๐ช๐ฅ๐ฆ๐ฏ๐ต๐ช ๐ฆ๐จ๐ญ๐ช ๐ญ๐ช ๐ฅ๐ฆ๐ง๐ช๐ฏ๐ช๐ณร ๐ฑ๐ฆ๐ค๐ฐ๐ณ๐ฆ ๐ฐ ๐จ๐ณ๐ฆ๐จ๐จ๐ฆ. ๐๐ญ ๐ด๐ถ๐ฐ ๐ด๐ค๐ฐ๐ฑ๐ฐ ๐ณ๐ฆ๐ด๐ต๐ข ๐ด๐ฆ๐ฎ๐ฑ๐ณ๐ฆ ๐ฒ๐ถ๐ฆ๐ญ๐ญ๐ฐ ๐ฅ๐ช "๐ช๐ฏ๐ค๐ฐ๐ณ๐ฑ๐ฐ๐ณ๐ข๐ณ๐ด๐ฆ๐ญ๐ช" ๐ฆ ๐ฅ๐ช ๐ด๐ง๐ณ๐ถ๐ต๐ต๐ข๐ณ๐ญ๐ช. ๐๐ญ๐ช รจ ๐ช๐ฏ๐ฅ๐ช๐ง๐ง๐ฆ๐ณ๐ฆ๐ฏ๐ต๐ฆ ๐ค๐ชรฒ ๐ค๐ฉ๐ฆ ๐ณ๐ฆ๐ด๐ต๐ฆ๐ณร ๐ฅ๐ช ๐ญ๐ฐ๐ณ๐ฐ. ๐๐ถ๐ข๐ฏ๐ต๐ฐ ๐ฑ๐ฆ๐จ๐จ๐ช๐ฐ ๐ญ๐ช ๐ฉ๐ข ๐ต๐ณ๐ข๐ต๐ต๐ข๐ต๐ช ๐ต๐ข๐ฏ๐ต๐ฐ ๐ฑ๐ชรน ๐ญ๐ช ๐ฅ๐ช๐ด๐ฑ๐ณ๐ฆ๐ป๐ป๐ข. ๐ ๐ฒ๐ถ๐ข๐ฏ๐ฅ๐ฐ ๐ฏ๐ฐ๐ฏ ๐ฑ๐ณ๐ฆ๐ด๐ฆ๐ฏ๐ต๐ข๐ฏ๐ฐ ๐ฑ๐ชรน ๐ฏ๐ถ๐ญ๐ญ๐ข ๐ฅ๐ช ๐ด๐ง๐ณ๐ถ๐ต๐ต๐ข๐ฃ๐ช๐ญ๐ฆ ๐ฆ๐จ๐ญ๐ช ๐ด๐ฆ ๐ฏ๐ฆ ๐ญ๐ช๐ฃ๐ฆ๐ณ๐ฆ๐ณร ๐ฅ๐ช ๐ฏ๐ข๐ด๐ค๐ฐ๐ด๐ต๐ฐ, ๐ค๐ฐ๐ฎ๐ฆ ๐ฅ๐ฆ๐ช ๐ฑ๐ณ๐ฐ๐ฑ๐ณ๐ช ๐ฆ๐ด๐ค๐ณ๐ฆ๐ฎ๐ฆ๐ฏ๐ต๐ช, ๐ฑ๐ณ๐ฆ๐ฐ๐ค๐ค๐ถ๐ฑ๐ข๐ฏ๐ฅ๐ฐ๐ด๐ช ๐ค๐ฉ๐ฆ ๐ฏ๐ฐ๐ฏ ๐ข๐ฑ๐ฑ๐ฆ๐ด๐ต๐ช๐ฏ๐ฐ ๐ญ'๐ข๐ณ๐ช๐ข ๐ฅ๐ฆ๐ญ๐ญ๐ข ๐ฑ๐ณ๐ฐ๐ฑ๐ณ๐ช๐ข ๐ข๐ฃ๐ช๐ต๐ข๐ป๐ช๐ฐ๐ฏ๐ฆ"
๐๐ญ๐ช๐ข๐ด ๐๐ข๐ฏ๐ฆ๐ต๐ต๐ช ๐ฅ๐ข "๐๐ข๐ด๐ด๐ข ๐ฆ ๐ฑ๐ฐ๐ต๐ฆ๐ณ๐ฆ" (1960)
In questo brano tratto da “Massa e potere", Elias Canetti sintetizza efficacemente, per mezzo di una serie di metafore, il funzionamento della meccanica del dominio, rivelando come il potere non sia semplicemente una questione di controllo e possesso, ma che riguardi soprattutto la trasformazione ontologica della vittima, la sua disumanizzazione, la riduzione a oggetto.
Canetti individua nel processo di "svilimento" la condizione necessaria del potere, il suo motivo di essere, il suo fondamento strategico. Il dominatore opera una sottrazione graduale e sistematica dei diritti e della capacitร di resistenza degli oppressi. Questa tecnica del potere precede qualsiasi giustificazione ideologica e qualsiasi sistema autoritario, si adatta, insomma, a ogni tipo di dispotismo.
Trasformare gli uomini in animali significa privarli della condizione specificamente umana: la capacitร politica, la libertร di parola e di scelta, la consapevolezza della propria dimensione giuridica. Ridurli, quindi, a oggetti in possesso solo di necessitร biologiche, incapaci di andare oltre l'immediatezza dei bisogni fisici. Significa renderli governabili secondo logiche puramente utilitaristiche, eliminando qualsiasi loro capacitร di opporsi.
ร particolarmente suggestiva la metafora dell'assimilazione fisica (“incorporarseli”) cosรฌ come quella dell'evacuazione escrementizia. Il dominatore non si accontenta di sottomettere: vuole assorbire, far proprio l'altro cancellandone l'identiitร . Questo bisogno rivela una paradossale dipendenza: il tiranno ha bisogno delle sue vittime, non puรฒ esistere senza di loro, eppure le disprezza proprio per questa necessitร che lo lega indissolubilmente a loro.
Lo sfruttamento diventa cosรฌ l'unica relazione possibile nella pratica di potere, ma non รจ solo sfruttamento economico. ร il grezzo rapporto padrone-servo utile all'auto legittimazione, che diventa autoreferenzialitร quando ne parla “con i suoi confidenti”, con coloro che ne confermano la legittimitร . Non ci sarebbe nessun potere assoluto senza l’assoggettamento dello schiavo. Piรน il dominatore maltratta, piรน disprezza. Questa escalation non รจ contraddittoria ma perfettamente coerente. Il disprezzo funziona come difesa psichica contro il senso di colpa.
Per continuare a sfruttare senza freni morali, il dominatore deve convincersi che le sue vittime meritino quel trattamento, che la loro condizione rifletta una natura inferiore piuttosto che la conseguenza delle sue azioni. Si innesca cosรฌ un circolo vizioso: l'oppressione genera una condizione di degradazione che viene poi interpretata come la prova dell'inferioritร degli oppressi, giustificando ulteriore oppressione. La terminologia animale ("pecore", "gregge") esprime questa necessitร psicologica. Non si tratta di semplici insulti ma di definizioni ben precise, non scelte a caso, che permettono la giustificazione morale non solo di fronte alla propria coscienza, ma anche presso l'opinione pubblica: costruire le condizioni mentali per rendere accettabile l'inaccettabile.
Con la cruda metafora escrementizia Canetti completa il ciclo dello sfruttamento: una volta che l'altro รจ stato completamente "utilizzato", svuotato di ogni “risorsa”, diventa letteralmente "scarto", residuo di cui liberarsi. La preoccupazione igienica ("che non appestino l'aria") aggiunge un elemento rivelatore: il dominatore non vuole nemmeno essere costretto a confrontarsi con le conseguenze delle proprie azioni, desidera una rimozione totale delle vittime in quanto tali, che gli permetta metaforicamente di abitare uno spazio incontaminato dal ricordo della propria violenza; di cancellare anche la memoria della loro “esistenza” come oppressi. Quindi, il potere “se ne libererร di nascosto” come si fa appunto con gli escrementi.
La validitร della riflessione di Canetti sta nell'aver mostrato che il potere nella sua forma piรน cruda รจ tutt'altro che un’anomalia, รจ la rivelazione di una logica che puรฒ essere presente, in forme piรน o meno manifeste, in molte relazioni umane. Riconoscere questa dinamica รจ il primo passo per resistervi. La consapevolezza che ogni processo di disumanizzazione dell'altro prepara potenzialmente la sua eliminazione, dovrebbe costituire un serio avvertimento, perchรฉ l'altro รจ anche ognuno di noi.
La resistenza non puรฒ limitarsi all'opposizione politica ma deve investire il piano antropologico: conservare sempre e comunque la capacitร di riconoscere nell'altro un'irriducibile umanitร , anche quando il potere tenta sistematicamente di cancellarla. In questo senso, ogni gesto che restituisce dignitร , che riconosce diritti, che oppone resistenza alla trasformazione in gregge, รจ un atto non solo etico ma di affermazione ontologica dell'umano contro la sua riduzione a nuda vita, sfruttabile ed eliminabile.

Nessun commento:
Posta un commento
Ogni commento, prima di essere pubblicato, verrร sottoposto ad autorizzazione. Grazie