"Amore e Guerra" (1975)
Regia e sceneggiatura di Woody Allen
Con Woody Allen (Boris), Diane Keaton (Sonja), Harold Gould, Olga Georges-Picot, Jessica Harper.
A mio parere, "Amore e Guerra" è il film più geniale di Woody Allen, e sicuramente uno dei suoi migliori. Il più geniale per originalità, per ironia, per i fulminanti ed esilaranti dialoghi, per la surreale "ambientazione storica" e per la costruzione dei personaggi, caricaturali maschere gogoliane.
È il personale tributo del regista alla letteratura russa, in particolare a Dostoevskij, Tolstoj, Gogol e Pasternak. Tuttavia, non solo letteratura, visto le musiche sono di Prokofiev. Un omaggio dovuto, riconoscendo quanto questa abbia influenzato la sua cinematografia. Lui stesso in svariate occasioni ha ammesso esplicitamente il suo debito nei confronti della cultura europea, non solo alla narrativa (non solo i russi, anche Kafka), al teatro, con Shakespeare, ma anche soprattutto al cinema: Fellini, Bergman, l'esistenzialismo, l'espressionismo tedesco.
"Amore e Guerra" fa parte di quello che io chiamerei il filone onirico di Allen, insieme ad altri suoi film: "Il dormiglione", "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso", "Ombre e nebbia", "Una commedia sexy in una notte di mezza estate", "La rosa purpurea del Cairo", "Zelig", "La dea dell'amore", l'episodio "Edipo relitto" di "New York Stories". In quel particolare contesto, nel quale il suo cinema si muove tra sogno, suggestioni visionarie, dialoghi surreali, parodia, comicità e tragedia.
In "Amore e Guerra" c'è qualcosa di più: la parodia come atto di amore nei confronti della letteratura e del cinema del passato ("Guerra e Pace", "Dottor Zivago", "La corazzata Potemkin", "Il settimo sigillo"), fatto con tocco delicato, ironia, ma, soprattutto dai "dialoghi filosofici" con quella che è di gran lunga la sua partner cinematografica migliore: Diane Keaton, attrice di gran talento, che non solo ben si adatta allo spirito ironico alleniano, ma dà un contributo originale determinante, con la sua personalissima ed espressiva recitazione, ma mai sopra le righe. D'altronde Woody stesso l'ha definita "il più grande amore della sua vita".
Un'ultima curiosità: la Keaton e Allen, si dividono equamente le parti della credente e dello scettico ateo, così come avviene nella realtà.
E ora, un po' di "filosofia":
«a) Socrate è un uomo; b) tutti gli uomini sono mortali; c) tutti gli uomini sono Socrate, quindi tutti gli uomini sono omosessuali.» (Boris)
«Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire, non si deve amare. Però allora si soffre di non amare. Pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire, e soffrire è soffrire. Essere felice è amare: allora essere felice è soffrire. Ma soffrire ci rende infelici. Pertanto per essere infelici si deve amare. O amare e soffrire. O soffrire per troppa felicità. Io spero che tu prenda appunti.» (Sonja)
Sonja: «L’immoralità è oggettiva»
Boris: «Sì, ma la soggettività è oggettiva»
Sonja: «Non negli schemi percettivi razionali»
Boris: «La percezione è irrazionale e implica imminenza»
Sonja: «Ma il giudizio di ogni sistema o relazione prioritaria dei fenomeni esiste in ogni contraddizione razionale o metafisica o, almeno, epistemologica per concetti astratti o empirici come essere, esistere o accadere nella cosa stessa o della cosa stessa»
Boris: «Sì, questo è vero. Anch’io lo dico sempre»
Boris: «Sonja, e se Dio non esistesse?»
Sonja: «Boris Dimitrovic, stai scherzando?»
Boris: «E se fossimo solo un branco di gente assurda che corre intorno senza nesso o ragione?»
Sonja: «Ma se non esiste Dio la vita non avrebbe alcun significato, perché dovremmo continuare a vivere? Perché allora non suicidarsi?»
Boris: «Be', non facciamo gli isterici, potrei sbagliare. Io oggi mi uccido e domani "lui" concede un'intervista!»
Sonja: «Io credo... di essere mezza santa e mezza vacca.
Boris: Scelgo la metà che dà latte.»

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