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lunedì 13 febbraio 2023

Emilio Salgari


LETTERATURA

Protagonisti

Emilio Salgari

Nella mia storia personale Salgari ha un piccolo grande merito, quello di avermi introdotto più di altri all'amore per la letteratura. Ricordo ancora con nostalgia quei volumi per ragazzi con illustrazioni coloratissime, che ogni tot di pagine interrompevano la lettura, poste a richiamare le fasi più importanti delle vicende narrate. Nulla ovviamente avevano a che vedere con la più recente ristampa dell'opera omnia dello scrittore, proposta anni fa dai Fratelli Fabbri Editori. All'interno di questi volumi, infatti, erano di nuovo presentate le tavole dell'epoca illustrate da quegli autori, ai quali erano state commissionate dallo stesso Salgari.

Invece, i disegni delle opere salgariane della mia infanzia erano ben poca cosa, ma nell'immaginario di un bambino erano tutto. Un Sandokan coloratissimo in cima a una montagna diventava l'archetipo dell'eroe ideale. Le tigri, dall'aspetto improbabile e a dir poco gigantesco, popolavano i miei sogni e i miei incubi. Il Corsaro Nero era la personificazione del mistero e dell'ambiguità. E poi tutti gli altri: Marianna, Yanez, Kammamuri, Tremalnaik, Jolanda, Carmaux, Wan Stiller, Honorata. Un pantheon di dei, più che di eroi.

Non ho problemi ad affermare che, per quanto riguarda la pagina scritta, per me tutto iniziò dai suoi magici libri e da quelli di Alexander Dumas e di Charles Dickens. Rivivo spesso momenti in cui giacevo malato nel mio lettino e il mio papà seduto ai miei piedi che leggeva le imprese degli eroi salgariani, una passione condivisa, una passione che sarebbe cresciuta con me.

Oggi, è di gran lunga lo scrittore di cui posseggo più libri, come forma di riconoscenza, credo sia il minimo.

Salgari, autore assai prolifico, negli ambienti dell'accademia culturale è da sempre snobbato e liquidato come appartenente alla cosiddetta paraletteratura, al massimo alla letteratura popolare. La stessa cosa è accaduta a Dumas, prolifico anche lui, considerato per lungo tempo autore di second'ordine, e un po' in genere a molto feuilleton, identica sorte è toccata per esempio anche al grande Luigi Natoli, e a molti altri. Si pensi solo ai giallisti e agli scrittori di fantascienza.

Oggi, lo scrittore veronese è stato "sdoganato", forse. Bontà loro. E può anche darsi che tra un po' di anni, chissà quando, avrà l'onore di apparire stabilmente nelle antologie scolastiche al fianco di nomi considerati più illustri, cancel culture permettendo.

Il merito di Salgari, ci tengo però a sottolinearlo, non può e non deve essere relegato, né nell'ambito della letteratura di genere, né in quella per ragazzi. 

Salgari ha creato degli universi fantastici di portata epocale, attraverso l'ideazione di storie, personaggi e luoghi, e ha contribuito non poco alla storia e allo sviluppo del Cinema. Ha in una parola dimostrato che la letteratura, prima di essere puro esercizio artistico, a volte estremamente astratto, è fatta della sostanza dei sogni e con i sogni dei lettori deve convivere.

Inoltre, basterebbe ricordare quanto e come abbia enormemente condizionato e ispirato la letteratura e non solo quella di genere, citando innumerevoli autori e non solo italiani, a cominciare dai suoi stessi contemporanei. Ha saputo plasmare, nonostante abbia viaggiato molto poco, servendosi del genere avventuroso, una forma e una sostanza che potessero parlare ai lettori di cose concrete, allo stesso tempo lontane e vicine al lettore stesso, e che permettessero per mezzo della semplice magia della lettura di viaggiare e di aprire l'orizzonte ristretto in cui ognuno di noi è costretto a vivere. In una parola ha liberato, rendendola concreta, la fantasia stessa.

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