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venerdì 27 gennaio 2023

"Fantasmi a Roma" (1961)


Cult Movie

"Fantasmi a Roma" (1961)

regia di Antonio Pietrangeli

con Eduardo De Filippo, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman,

Sandra Milo, Tino Buazzelli, Claudio Gora, Lilla Brignone, Belinda Lee, Claudio Catania

"Fantasmi a Roma" è un'opera molto particolare, un piccolo grande gioiello del nostro Cinema che fu, e che stupisce ancora oggi per quanto e come riesca a colpire l'immaginario, un esempio "sui generis" di commedia all'italiana, che pur restando per certi versi di "nicchia", ha fatto decisamente scuola anche fuori dall'Italia stessa. Una commedia di genere fantastico, fatto abbastanza inusuale per l'epoca, ma che riprende temi cari a certo teatro, in primis a quello di Eduardo: è assolutamente chiaro che sia anche un omaggio a "Questi fantasmi", suo grande capolavoro. 

Considerato un film ingiustamente minore, ha invece dalla sua parte diverse caratteristiche che lo rendono colmo di interesse. Si vedano innanzitutto il soggetto e la sceneggiatura che raccolgono insieme, nei nomi di Ennio Flaiano, Ettore Scola, Ruggero Maccari, Sergio Amidei e dello stesso Pietrangeli, un pezzo considerevole della storia del Cinema italiano e con Flaiano anche della Letteratura. E in tema di maestri, non si può non segnalare la colonna sonora composta da Nino Rota.

L'intelligenza e la cura che lo pervade, lo rende unico anche per l'epoca, ponendolo sicuramente tra le opere più altamente raffinate del genere. La storia infatti, pur scegliendo la veste fantastica, non è priva di chiari riferimenti sociali: la critica alle effimere sirene del mito del progresso e al cancro della speculazione edilizia. Critica che, però, nella sua forma lieve e divertente, non diventa mai pesantemente accademica.

Inoltre, la pellicola è un omaggio alla città di Roma, a certe sue tipiche figure umane e ai suoi luoghi. Vestendosi di una patina tra il surreale e il concreto, riesce così a cogliere alla perfezione alcuni aspetti di fantastico incanto e di miseria urbana. Fotografia e documento di quello che era la città negli anni sessanta.

E poi il regista, quell'Antonio Pietrangeli, che a causa sicuramente della presenza ingombrante di contemporanei molto blasonati, non ha goduto del giusto riconoscimento, che andrebbe invece tributatogli, sia come regista, che come sceneggiatore. La sua è una mano lieve e da grande professionista. Un professonista che nell'epoca cinematografica attuale sarebbe giudicato un gigante, a fronte dei troppi oscuri e sopravvalutati nani che la popolano.

Infine, il cast di attori straordinari, impegnati, lo si ricordi bene, tra Cinema e Teatro, e che financo nei comprimari, danno una lezione di recitazione a livello decisamente sublime nel caratterizzare personaggi e figure, che restano indelebili e che entrano senza esagerazione e in pieno diritto nel mito.

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