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lunedì 27 febbraio 2023

Jasper Fforde "Il caso Jane Eyre" (2001)


CONSIGLI DI LETTURA
 

Jasper Fforde

"Il caso Jane Eyre" (2001)


Ci sono romanzi che sembrano fatti apposta per piacere a tutti: divertenti, intelligenti, ironici, fantasiosi, intriganti e con un'ottima prosa. Ma la maggior parte di questi è tendenzialmente segnata dal compromesso. Un compromesso che in qualche modo toglie loro qualcosa, vuoi in originalità o in profondità.

"Il caso Jane Eyre", primo volume di una serie, invece, oltre a contenere tutte le caratteristiche elencate, non concede nulla in termini di compromesso.


A me sembra, in definitiva, difficile non essere intrigati dal fascino di questo libro, i cui ingredienti si amalgamano talmente bene, che il prodotto finale sfugge a qualsiasi catalogazione certa.

Come definire infatti un romanzo in cui la storia si svolge in un 1985 parallelo, dove la Guerra di Crimea non è mai finita e dura ininterrottamente dalla metà del XIX secolo, data reale di inzio, così come anche sui nostri ufficialissimi libri di storia è scritto? Forse, qualcuno potrebbe obiettare che oggi rischia di ricominciare. In effetti, un'altra chiave di lettura, tra le tante, potrebbe essere questa: un conflitto in quell'area mai realmente finito.


Ma non è solo ucronia. Nel libro si raccontano le vicende di un agente speciale, una donna dal nome di Thursday Next, cioè Giovedì Prossimo, che fa parte di un'unità speciale detta "DLett" e che si occupa di crimini letterari. Si, perchè in questo 1985, in Inghilterra, il bene più prezioso sono i libri, ma non libri qualunque, anche se questi hanno un posto di enorme rilievo, ma i manoscritti originali di qualsiasi opera letteraria.


Thursday ha poi uno zio, chiamato Mycroft (sì, proprio come il fratello di Sherlock Holmes), inventore pazzo, e un padre CronoGuardia eretica che viaggia nel tempo, e che ha la capacità, al suo apparire, di fermare il tempo stesso, tranne che per la figlia. E poi c'è un supercriminale, novello Fantomas, dal nome di Acheron Hades (Acheronte Ade), nemico giurato della nostra eroina.


E non finisce qui, i movimenti politici sono stati sostituiti da quelli artistici, che spesso inscenano manifestazioni di piazza in cui si scontrano tra loro e con le forze dell'ordine.

E' un mondo controllato da una socitetà privata dal nome molto esplicito di Goliath, in cui la guerra ultra centenaria determina molte delle relazioni sociali e in cui molti dei nostri vizi sono rappresentati sotto mentite spoglie, ma in maniera perfattamente chiara.


Ma il dato più significativo che dà anche lo spunto più originale all'intero romanzo è la possibilità concessa ai personaggi di entrare ed uscire dalle opere leterarie, siano essi personaggi "reali", che protagonisti delle opere letterarie stesse, con evidenti presumibili sviluppi.


Non conta quindi appurare se "Il caso Jane Eyre" sia un romanzo di storia parallela, un'ucronia, un'opera steam punk, una detective story, una satira sociale, un romanzo fantastico. E', ovviamente un pò di tutto questo messo insieme. Quel che conta veramente è che Jasper Fforde, scrittore britannico, abbia saputo scrivere un libro divertente ed intelligente, con una trama senza precedenti, con brio ed estro indubitabili. La cosa che conta sopra ogni altra, è che questo è un romanzo dove, anche se con leggerezza, si parla di letteratura. Anzi, dove la letteratura diventa uno dei protagonisti principali delle vicende narrate.


Conta, per finire, il fatto che è un libro divertente, senza dovere pagare lo scotto di trovarci di fronte a qualcosa di superficiale e insensato, perché è un'opera di una fantasia incredibile e nonostante tutto di perfetta linearità e coerenza narrativa. Basterebbero, infatti, un paio di spunti contenuti in questo romanzo per rendere appetibile qualsiasi storia.

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