CULT MOVIE
"Diabolik" (1968)
Regia di Mario Bava
Con: John Phillip Law, Marisa Mell (doppiata da Rita Savagnone), Michel Piccoli (doppiato da Gigi Proietti), Adolfo Celi, Claudio Gora, Terry Thomas, Renzo Palmer, Carlo Croccolo, Lucia Modugno.
Musiche di Ennio Morricone
Effetti speciali: Carlo Rambaldi e Mario Bava
Mario Bava aveva il potere di catturarti e di trasportarti immediatamente in un'altra realtà, fossero atmosfere horror, thriller, noir o di fantascienza. Guardare i capolavori di Bava è come ascoltare una sinfonia o una suite. Non sono film normali, la cui bellezza possa esaurirsi nel corso di un'unica visione. Anche se bistrattato, il suo cinema è parte integrante del cinema dei grandi maestri, da studiare nei minimi particolari. E il suo "Diabolik" non fa certo eccezione.
Eccessivo, divertente, ironico, psichedelico, futurista, visionario, politicamente scorrettissimo, non solo per gli standard dell'epoca, con una tensione notevole, un film volutamente ingenuo e sempre sopra le righe, fedelissimo al fumetto delle sorelle Giussani, ma che va oltre, passando dal bianco e nero a un colore abbagliante. Anticipatore di mode, film, anche di animazione, e idealmente vicino a certi fumetti (Manara, Pratt, Crepax, i Bonelli).
L'estro del regista si esprime qui pienamente, attraverso la realizzazione di un'originale versione del mito del Re del Terrore, e il risultato è uno dei migliori film di estetica pop art degli anni sessanta. A tratti, prende l'aspetto di una vivida allucinazione onirica, con elementi fortemente perturbanti.
È liberamente tratto da tre episodi del criminale in calzamaglia: "Sepolto vivo!", "Lotta disperata" e "L'ombra della notte".
Rilevanti le interpretazioni di una sensualissima Marisa Mell, nei panni di Eva Kant, e quella di John Phillip Law, col suo sguardo di ghiaccio, in quelli di Diabolik, ma anche di Michel Piccoli nella parte di Ginko e di Adolfo Celi in quella di Valmont. Un cast di attori nel suo complesso di grande spessore.
Incantevoli i costumi indossati dalla coppia di criminali. Alcune sequenze sono da manuale e nulla hanno da invidiare ai migliori James Bond.
Gli effetti speciali di Rambaldi e le musiche di Morricone conferiscono al film un tocco di classe in più. Tutt'altro quindi che un semplice b-movie.
Mi spiace dirlo, ma il pur più che discreto remake dei Manetti Bros. del 2021 non regge il confronto, nonostante l'ottima interpretazione di Valerio Mastandrea nei panni dell'ispettore Ginko.

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