Cult Movie
Ombre e Nebbia (1992)
Regia di Woody Allen
con Woody Allen, John Malkovich, Mia Farrow, John Cusack,
Madonna, Jodie Foster, Kathy Bates, Donald Pleasence.
Ombre e Nebbia è uno dei film meno noti di Allen, ma sicuramente uno dei più riusciti. Esperimento molto felice di riadattamento di alcuni canoni cinematografici, letterari, musicali e teatrali dell'arte europea, è essenzialmente un tributo del regista newyorkese ad alcune sue influenze culturali e ad alcune sue ossessioni. Al suo amore per l'Europa.
Il film è in sostanza una gothic comedy molto dark, ma che mantiene irresistibili elementi di comicità. Woody Allen è un novello Kafka che si aggira tra le strade nebbiose di una città mitteleuropea all'inizio del secolo scorso, una città che potrebbe essere benissimo Praga.
Tuttavia, la trama è per lo più un pretesto, anche se per nulla banale, un pretesto per far interagire in modo geniale le sue passioni. Si parte fin da subito con la colonna sonora presa dalle musiche di Kurt Weill, ha, poi, in Fritz Lang con il suo "M - Il mostro di Dusseldorf", la sua ispirazione più evidente, per poi passare di volta in volta a tutta una serie di citazioni, ma non in maniera schematica, bensì miscelando sapientemente le dosi.
Richiami che è assai divertente riuscire a individuare e che, nella loro molteplicità, rispondono ad un gioco raffinato che Allen fa con se stesso e con i suoi spettatori. Ne cito alcuni, ma credo che siano solo una parte di quelli che mi è parso di rintracciare.
Oltre ai già citati Weill e Lang, Allen omaggia il cinema di Ingmar Bergman e di Federico Fellini, il teatro di Bertolt Brecht, le opere di Franz Kafka, di Meyrink con il suo "Golem", l'espressionismo cinematografico tedesco e russo.
Il bianco e nero, neanche a dirlo, è assolutamente d'obbligo e si integra perfettamente con le ombre e la nebbia che caratterizzano buona parte del film, inserendo qui anche un altro omaggio: quello al cinema come illusione, come realtà in continuo mutamento, dove tutto sfugge e tutto è sogno, arrivando ad infrangersi nello specchio di un illusionista.
Allen, inoltre, si avvale di un cast stellare, che però tiene imbrigliato nell'economia del film, riplasmando gli attori secondo la sua particolare visione, ed evitando accuratamente che si lascino andare a eccessi recitativi sopra le righe e ad atteggiamenti istrionici, basti guardare alla misurata ed eccellente interpretazione di John Malkovich.
Una prova d'accademia di un grande maestro, che andrebbe vista e rivista più volte per avere ben presente cosa vuol dire fare cinema.

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