Pensieri di vita quotidiana
"Il sogno e il cambiamento"
Dedicato con amore agli amici e alle persone care.
Molti di noi coltivano l'illusione che il sogno da realizzare sia legato alla ricerca di noi stessi, del nostro io. Un'identità che non conosciamo e che ci illudiamo di raggiungere con un preciso percorso di crescita che porti al raggiungimento di un obiettivo. Io non credo sia così. Sono convinto che ognuno di noi sia predisposto potenzialmente alla continua crescita interiore, e che non smetta mai di mutare e di sognare. Ritenere di essere arrivati, sia in senso negativo, che positivo, è come aver rinunciato alla vita.
Io credo che il problema della ricerca ossessiva di una vaga crescita interiore sia veramente un falso problema.
L'esistenza è fatta di tappe, anche di continue ricadute all'indietro, di dolore, di dubbi e di spezzoni isolati in cui tanti "io" operano in maniera differente. Pensare di avere un io rigidamente strutturato che abbia un senso compiuto, una finalità, è un'altra delle illusioni.
Non sono mai del tutto quello che penso di essere, ma sono anche quello che appaio agli altri. L'apparire non è sempre, come di solito si crede, solo un'immagine di superficie. Può essere invece sostanza, più sostanza di tante belle costruzioni interiori.
Io sono anche le mie contraddizioni, che ho necessità di accettare e sulle quali lavorare. Io sono la mia continua trasformazione.
Rifiutare la poliedricità dell'io vuol dire condannarsi alla sofferenza. Alla sofferenza dello sforzo interiore che nega sé stesso, sé come singolo individuo. Non posso arrivare ad una sintesi ultima dei miei tanti "io", è uno sforzo titanico che porta solo all'artificio e alla castrazione della spontaneità.
Gli altri non potranno conoscere tutti i miei io, ma neanche io avrò mai modo di averne per intero il controllo. Sfuggirà sempre il senso ultimo dell'estrema mutevolezza dell'essere. E così come cambia la mia struttura caratteriale, allo stesso modo mutano i miei sogni. Alcuni si amplificano, altri crescono, e alla fine ne arrivano sempre di nuovi, in maniera tale che ogni presunta fine venga ulteriormente dilazionata.
E allo stesso modo in cui cambiano i sogni, cambia la mia percezione, la mia visione del mondo, cambia in definitiva, la prospettiva, in base all'esperienza vissuta. Resistere a questi cambiamenti, può portare alla sclerosi del pensiero, al dogmatismo, alla frustrazione e a un inutile irrigidimento, al dibattersi all'interno di una gabbia mentale e ideologica; alla nevrosi, e alla depressione.
L'importante è non smettere mai di sognare, non smettere di sperare e lasciarsi andare alla dolce onda, al continuo flusso del cambiamento interiore e di quello culturale. Solo così possono essere in qualche modo gestiti. Pronto ad affrontare le avversità e la distruttività del male esterno e di quello interno.
La felicità sta nella consapevolezza di qualcosa che dentro di me si modifica e che potrà anche non essere la stessa cosa. In questa consapevolezza sta, di conseguenza, l'essere sempre pronto allo stupore, alla gioia fanciullesca nel ricevere i doni che la vita mi riserva, senza chiudermi mai alla possibilità di essere felice.
[Nell'immagine: "Galatea delle Sfere", Salvador Dalì (1952)]

Nessun commento:
Posta un commento
Ogni commento, prima di essere pubblicato, verrà sottoposto ad autorizzazione. Grazie