Consigli di lettura
Jeffrey Ford
"Il ritratto di Mrs Charbuque" (2002)
Jeffrey Ford, nella breve postfazione al romanzo, ci tiene a precisare che non era sua intenzione scrivere un romanzo storico, perché il suo libro, in definitiva, non doveva avere la presunzione del rispetto di alcuni canoni di precisione e correttezza, relativi a questo tipo di romanzi, in quanto opera di assoluta fantasia.
Quindi, ne dovremmo dedurre che l'ambientazione ottocentesca di "Il ritratto di Mrs Charbuque" sarebbe poco più che un pretesto per raccontare una storia di misteri.
Ho la sensazione che Ford pecchi di eccessiva modestia, perchè la prima impressione, che si trae leggendo questo splendido romanzo, è quella che l'inquadramento storico è non solo essenziale, ma è trattato con un'accuratezza e una verosimiglianza rare. Guardiamo il linguaggio usato, per esempio, è di un'eleganza stilistica notevole e molto prossima ai classici della narrativa del XIX secolo.
Non credo che tutto ciò sia un caso, come non credo che possano questi pregi essere espunti facilmente dal resto della narrazione, e che questa li possa minimamente prescindere.
Ovviamente, non penso che lo scrittore intendesse questo, ma la sottovalutazione delle proprie capacità di documentazione storica, oltre ad essere ingenerosa, potrebbe condurre il lettore di molto fuori strada.
Precisato questo, è naturale che questo romanzo si rivela soprattutto come una grande storia di mistero, di "fantasia", e soprattutto di "desiderio".
Più sopra, ho usato il plurale, in quanto l'intersecarsi di più livelli di lettura, fa emergere una quantità di misteri diversi e non tutti sullo stesso piano narrativo.
Il gioco della pittura in questo contesto ne porta alla luce e contemporaneamente ne nasconde altri, proprio in considerazione della natura "visiva" cui ruota attorno tutta la vicenda.
Sono gli occhi i protagonisti principali, anche se attori un pò "occulti" rispetto alla scena dominante.
Di conseguenza, dal gioco centrale, che ruota attorno al mistero di una donna che vuole sia fatto un suo ritratto, senza che il pittore la veda mai, derivano altri misteri più o meno logici, che lo scrittore dipana con un crescendo magistrale e che seducono il lettore, allo stesso modo con cui il ritrattista viene sedotto dal mistero che ha davanti.
L'incedere esplicitamente hitchcockiano della storia, contribuisce a conferire al tutto quel sapore cinematografico che si va ad aggiungere alla natura "visiva" di cui parlavo prima. Gli occhi, senza svelare molto della trama, non sono solo "testimoni", ma anche gli attori principali attraverso i quali la vita e la morte fluiscono in una sorta di danza macabra.
Questo crescendo poi si tinge cupamente di una valenza erotica di alta intensità simbolica. Il mistero è la donna che non si riesce a svelare e che, attraverso i propri racconti, rende ancor più immaginifica e mitica ogni sua esperienza.
Ma il mistero ultimo è la sessualità maschile che si nutre imprescindibilmente di esteriorità, di bellezza fisica e che per questo arriva al parossismo, quando questa bellezza viene occultata e gli occhi non possono beverne l'essenza. Nel maschio pittore questo desiderio di svelamento può portare anche al prosciugarsi di ogni fantasia e creatività, se non all'auto distruzione.
Un romanzo costruito come un thriller e con dei dialoghi incredibilmente belli che hanno la capacità di rendere reale qualsiasi situazione e qualsiasi sensazione. Un intreccio senza un cedimento, anche di fronte ad un finale che può apparire per dei versi con qualche incongruenza e forse un pò frettoloso. Ma non è così, il colpo di scena che conclude e chiude il cerchio è talmente ben congeniato da non lasciare alcun dubbio: "Il ritratto di Mrs Charbuque" è un dei rari capolavori della letteratura mystery di inizio millennio.

Nessun commento:
Posta un commento
Ogni commento, prima di essere pubblicato, verrà sottoposto ad autorizzazione. Grazie