Consigli di lettura
Antonio Forcellino, "Il cavallo di bronzo" (2018)
Scrivere un romanzo di ambientazione storica è opera assai ardua e complessa, scriverne uno di carattere biografico aumenta esponenzialmente le difficoltà. Solitamente, vengono considerati romanzi storici e storico biografici, anche quei prodotti di narrativa che adattano lo sfondo storico alle più svariate speculazioni e fantasie, nulla in contrario, ma gli esiti, con le dovute lodevoli eccezioni, sono spesso abbastanza discutibili.
Detto ciò, è oggettivamente vero che la narrativa storica è quel genere letterario che spesso produce le cose più interessanti, se non addirittura capolavori immortali. Di esempi ce ne sono a decine.
Sono comunque necessari, per farla funzionare, alcuni elementi di base: una decente documentazione, una conoscenza della materia storica e una creatività letteraria che non si limiti ad una riproposizione cronachistica, per questo esistono già i saggi, ma che adotti delle varianti e degli escamotage narrativi anche inusuali.
Ci vuole, insomma una notevole dose di inventiva e una buona capacità di tenere avvinto il lettore alla trama, impresa non facile, perché, narrando fatti noti, il romanzo storico non può svelare chissà quali sviluppi o colpi di scena, tanto più se il libro in questione è a carattere biografico, oltretutto è anche necessario non mettere troppo alla prova la sospensione di credulità di chi sta leggendo.
“Il cavallo di bronzo”, primo volume della serie “Il secolo dei giganti” risponde quasi alla perfezione a questi prerequisiti.
Antonio Forcellino è un architetto, restauratore, scrittore e esperto di arte rinascimentale. Ha lavorato al restauro del “Mosè” di Michelangelo. E’ quindi uno che se ne intende e con tutte le carte in regola, non solo come saggista, ma anche come romanziere. E la sua biografia romanzata sulla vita di Leonardo da Vinci ne è una pregevole dimostrazione.
L’occhio dell’architetto, del restauratore e dell’esperto è quello che infatti osserva e descrive minuziosamente le opere d’arte e le città, ma con un valore aggiunto, e qui entrano in ballo le doti di narratore e di conoscitore di Storia: lo fa cercando di mettersi nei panni degli uomini dell’epoca, dal loro punto di vista.
Fatta la tara a qualche piccola forzatura narrativa, la vita di Leonardo, qui raccontata, è un vero e proprio inno ad un’epoca. Il Rinascimento italiano viene come deposto davanti ai piedi dei lettori, invitati ad immergersi nelle storie di personaggi contemporanei al grande artista, entrati nell’immaginario collettivo. Non è infatti un caso che vissero in quel periodo storico.
Gli uomini e le donne illustri dell’epoca, fanno parte, infatti, di una galleria di tutto rispetto: la famiglia Borgia, Cosimo de’ Medici, Lorenzo il Magnifico, Francesco e Giuliano della Rovere, Maometto II, Bayazet II, Clarice Orsini, Sandro Botticelli, Andrea del Verrocchio, Michelangelo, Pietro Perugino, Vannozza Cattanei, Lucrezia Donati, Giulia e Alessandro Farnese, Ludovico il Moro, Girolamo Savonarola, Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Poliziano. Solo per nominarne alcuni.
Anche per questo non è una semplice biografia romanzata. La storia infatti segue in parallelo anche l'evolversi delle vicende dei personaggi principali.
Il tempo del romanzo è scandito dalla durata dei papati. Il libro infatti è diviso in titoli, divisi a loro volta in capitoli. Ogni titolo porta il nome del papa corrispondente al periodo, con le due date di inizio e di fine del loro pontificato. La narrazione è sempre fluida, con linguaggio semplice che evita inutili iperboli, e assai accattivante.

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