Anche Milan Kundera ci ha lasciati.
Uno degli ultimi grandi scrittori ancora in vita. Uno dei protagonisti del novecento letterario.
Ripropongo alcune parti di un articolo del 2021 dall'Huffington Post.
E in coda una citazione.
Nei prossimi giorni una mia recensione di un suo romanzo, uno tra i meno noti.
"L’ultima volta che è andato in televisione – una delle poche volte in cui c’è stato – era il gennaio del 1984. La trasmissione era “Apostrophes”. Poi, Milan Kundera è sparito. “Nel giugno del 1985, ho deciso irremovibilmente: mai più un’intervista”. Era da poco uscito L’insostenibile leggerezza dell’essere, il romanzo che l’ha reso celebre in tutto il mondo...
... “Nei Paesi comunisti – ha detto Kundera – la polizia ha distrutto la vita privata, nei Paesi democratici sono i giornalisti che la minacciano”. Il lavoro l’hanno completato i social network, rendendo l’intimità sospetta, se non l’anticamera della colpevolezza. È secondario non discriminare. Fondamentale è proclamarlo pubblicamente, pretendendo che ci si inginocchi contro il razzismo. Perché chi non si inginocchia è razzista. I “ma”, i “però”: sono solo alibi, sfumature di complicità. Anche Kundera ne sa qualcosa...
... Da una parte eroe liberale, dall’altro complice del comunismo: ma qual è la verità? Nei “Testamenti traditi”, Kundera scrive questo dialogo: “Signor Kundera, lei è comunista? – No, io sono un romanziere. – È un dissidente? – No, io sono un romanziere. – È di destra o di sinistra? – Né l’uno, né l’altro. Io sono un romanziere”. Una definizione inconciliabile con una discussione che pretende si stia o di qua o di là. La sua letteratura, costruita come una sinfonia, è polifonica, irriducibile allo schieramento. Sparire – ha pensato – è l’unica possibilità di proteggerla dal ricatto del nostro tempo. Al quale, invece, molti scrittori e intellettuali si sono prestati. Si vorrebbe sperare che non sia questa l’unica via. Anche per chi non ambisce alla gloria letteraria. Ma non ne siamo affatto sicuri."
"... la maggior parte della gente si inganna con una duplice fede errata: crede nella memoria eterna (delle persone, delle cose, delle azioni, dei popoli) e nella riparabilità (di azioni, errori, peccati, ingiustizie). Sono entrambe fedi false. In realtà avviene proprio il contrario: ogni cosa sarà dimenticata e a nulla sarà posto rimedio. Il ruolo della riparazione (della vendetta come del perdono) sarà assunto dall'oblio. Nessuno rimedierà alle ingiustizie commesse ma tutte le ingiustizie saranno dimenticate."
Milan Kundera, da "Lo scherzo"

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