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lunedì 14 agosto 2023

IL FONDAMENTALISMO UTOPICO DI NATURA IDEOLOGICA.


 IL FONDAMENTALISMO UTOPICO DI NATURA IDEOLOGICA.


Il fondamentalismo utopico, come ogni altro fondamentalismo è quella forma di religiosità (in questo caso nella sua variante laica), che impedisce di vedere il mondo per come è realmente, rifiutando buona parte delle sue contraddizioni e delle sue complessità (cose per lo più incompatibili con la visione del paradigma teorico di riferimento del fondamentalista), in nome e per conto di un'interpretazione semplificata della realtà basata sul "pensiero desiderante". 


Ciò implica anche la mancanza o la limitazione dell'autocritica e della capacità critica nei confronti dei relativi compagni di strada e dei gruppi di appartenenza, figuriamoci dei leader. Ogni voce dissonante che prova a mostrare la concretezza delle cose che non vengono accettate, viene automaticamente messa a tacere (anche solo interiormente: "non voglio sentirti, non voglio sentirti"), e, come ogni benpensante, il fondamentalista chiude gli occhi, si volta dall'altra parte, e insiste a seguire ostinatamente la "propria" utopia, la cui induzione esterna non sa riconoscere.


Di conseguenza le azioni, per quanto di ottima natura, vengono inficiate dalla parzialità, compromettendo realmente ogni possibilità di cambiamento, favorendo non di rado invece la regressione.

Il percorso di trasformazione e di crescita non è una "via lastricata di buone intenzioni" e, quando è autentico, prevede una miriade di dolorose lacerazioni interiori, che a volte neanche ci si aspetterebbe di incontrare, e che dovrebbero costringere costantemente alla dinamica messa a punto del proprio pensiero e della propria prassi. 


E persino quando il fondamentalista opera un cambiamento, lo fa sempre sotto l'influsso della stessa impostazione culturale di appartenenza, o di un'autorevole voce esterna, evitando ogni reale e sentita autocritica che provenga dalla nuda e cruda coscienza individuale e dai conflitti col mondo esterno reale e non con una realtà fantasma, cosa che non concepisce, perché è vittima di una concezione ideologica da recinto, strutturalmente dominata dal gregge e dal pastore di quel recinto.


Tutto ciò, dando ovviamente per scontata la buona fede....


[Nell'immagine, Makis E. Warlamis, "Utopien 04" (2007)]

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