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sabato 9 settembre 2023

Consigli di lettura (?)

 


Consigli di lettura (?)


Generalizzando molto, il rapporto dei lettori con i libri, in particolar modo di saggistica, ma anche di certa narrativa (soprattutto quella di denuncia, di critica sociale ed esistenziale, e quella di anticipazione), lo descriverei diviso in tre fasi. E fermo restando il tempo a disposizione, oppure la possibilità o la voglia di leggere o meno di ognuno di noi, che lungi da me voler sindacare, e tantomeno giudicare.


-Quello del tutto infantile è basato sulla rassicurazione, cioè scegliamo di leggere quello che conforta la nostra visione del mondo, quello che ci piace immaginare. Si va in cerca di conferme, come in una relazione amorosa (come col partner) e affettiva (come con mamma e papà), magari per consolidare le nostre posizioni e le nostre argomentazioni.


-Quello un po’ più adulto è basato sulla ricerca di cose non conosciute, miste a conferme, cose anche non volute, che ci stupiscano e ci scuotano dal torpore, stimolino il nostro senso critico, anche se non strettamente riconducibili alla nostra visione del mondo.


-Quello della maturità è, invece, conflittuale con opere che arrivino persino a scandalizzarci. Le conferme non devono necessariamente essere una costante, ma opere nelle quali si possano trovare contenuti e argomentazioni che ci costringano a fare i conti con le nostre certezze. 

Quest'ultimo è quello che in definitiva ci fa crescere di più. Perché impone a noi lettori un atto creativo, di elaborazione e rielaborazione, oltre a stimolare il coraggio di affrontare il conflitto con noi stessi e col mondo esterno, e il confronto con gli altri.


Tutte e tre le fasi, non sono necessariamente corrispondenti all'età anagrafica e possono anche essere vissute nello stesso periodo. 

Tuttavia, devo constatare che il rapporto infantile è, purtroppo, quello più desiderato, me stesso incluso. Ma è assolutamente comprensibile.


In ogni caso, a prescindere dalle mie generiche classificazioni, sarebbe preferibile porre delle priorità nei confronti di prodotti prestigiosi: si guardi ai classici del passato, anche a quelli scarsamente conosciuti, sui quali formarsi intellettualmente, e non rispondenti a operazioni mediatiche, e meglio ancora se fuori dalla tendenza social del momento di ogni singola bolla, come avviene con certi instant book.

 

Stesso discorso vale per le tante produzioni attuali di indiscutibile qualità, ignorate, costrette ad una sorta di clandestinità, perché difficilmente digeribili dal circo mediatico dell'informazione ufficiale e dalla maggior parte della controinformazione. Opere eretiche, autoprodotte, scomode, di autori che rifiutano di essere assimilati e ridotti a precisi schieramenti ideologici, politici e culturali, e di essere da questi "arruolati".


Opere che vivono del passaparola dei lettori, in uno sforzo continuo, stimolante, anche se logorante, degli autori nel diffonderle.

Quello del lettore attento dovrebbe essere un lavoro di ricerca, non passivo e non delegato a punti di riferimento culturale e ideologico certi. E sempre finalizzato a fare crescere la propria conoscenza e la propria coscienza.

Sì, lo so, sono un fissato, dedico molto tempo a questa mia passione. Ma non potrei farne a meno e ne ricavo da sempre discrete soddisfazioni.

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