Leggere, studiare e informarsi possono essere atti assai rilevanti di resistenza alla barbarie, al totalitarismo e al conformismo, e non solo passivo arricchimento della cultura personale. La scelta non deve per forza ricadere esclusivamente sulla saggistica. Una lettura attenta, critica e approfondita di molta narrativa è allo stesso modo molto formativa. A volte anche di più, perché mette in connessione con l'immaginazione degli scrittori e offre la possibilità di individuare cose che a buona parte della saggistica sfuggono.
Per approfondita, intendo cercare di documentarsi sui riferimenti storici, culturali e sociali che un romanzo contiene mentre lo si sta leggendo.
Una lettura che riesca a integrare saggistica e narrativa sarebbe quella che più avrebbe senso. È ovvio che i tempi di lettura media di saggistica e narrativa possono essere diversi, ma non è sempre detto. Senza contare che tra questi due generi letterari, c'è anche una terra di mezzo fatta di libri in cui saggio e romanzo sono fusi insieme.
Leggere in questo modo è attivismo allo stato puro. E lo è soprattutto se lo si fa finalizzandolo alla crescita della capacità critica e per stimolare la propria apertura mentale.
Tuttavia, non è sufficiente ampliare la nostra conoscenza, è necessario condividere e confrontare il proprio sapere. Allora, sì, che studiare diventa l'attività più importante di crescita individuale. È in questo senso che vanno interpretate anche le mie recensioni.
Attenzione, non sto ponendo la lettura come "conditio sine qua non" all'azione, ma come importante presupposto.
Il fare per il fare, che di norma risponde a una logica emergenziale, non è affatto una modalità positiva, anzi spesso il muoversi ad ogni costo, nasconde alienazione, nevrosi e frustrazione.
Oltre al fatto, che se non si mettono a punto continuamente le proprie azioni, facendole passare al setaccio della critica e dell'autocritica, si commettono errori anche gravi. Come purtroppo è accaduto, nel corso del tempo, a molti gruppi di liberazione e di opposizione che proponevano il cambiamento e l'emancipazione.
D'altronde, di governi del fare è completamente piena la Storia italiana degli ultimi decenni, talmente piena da aver condizionato a dismisura il discernimento di tutti noi.

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