Consigli di lettura
Luigi Rinaldi, “Onda omologica” (2023)
«Aveva pianto per giorni.
Sì, lei era infelice e questo era molto grave nella Konfed.
Essere infelici era l’unico vero tabù del Cambiamento ed era, questo lo sapeva, molto pericoloso, soprattutto darlo a vedere. Si sosteneva che il misterioso Grande Ordinatore si accorgesse sempre dell’infelicità dei suoi cittadini.»
«...la gente crede a quello che è più facile da credere e quello che è più facile da credere glielo diciamo noi. La gente non ha bisogno di pensare. La gente non vuole affatto pensare. Pensare costa fatica.»
«Tu hai rifiutato una montagna di soldi per una convinzione. Ecco, questo è qualcosa che nessuno ha compreso e che forse ha solo dimenticato. Li hai fatti pensare. E pensare, vedi, non è un’attitudine che piace. Comporta fatica, non felicità. Non si può essere felici e pensare allo stesso tempo. Perché se lo fai, se pensi, ti accorgi che non hai alcuna ragione per essere felice.»
«MANGIA IL NECESSARIO. AIUTACI A MANTENERE BASSO LO SPRECO.»
«Non c’è modo di fregare il Cambiamento. Perché noi, vedi, abbiamo piacere a essere infelici. Ergo, siamo felici a essere infelici. In altri tempi ci avrebbero definiti malinconici. Per questo, ci trattengono…Gli infelici veri, solo loro vengono mandati a morte nel deserto. Ecco, questo è il punto…Noi e il Cambiamento siamo la stessa cosa. Siamo parte del sistema. Quelli che non ne fanno parte se ne vanno a piedi nel deserto. Solo loro.»
Chi legge questo blog sa della mia passione per la letteratura distopica. Le mie recensioni viaggiano sovente tra romanzi del passato e del presente. La narrativa di questo genere, a mio parere, è un'occasione per poter leggere e interpretare contesti diversi, perché non rappresenta solo lo sforzo fantasioso di proiezione nel futuro, la carica anticipatrice, ma anche il retroterra culturale in cui queste opere sono nate. Ed è proprio da qui che nasce la mia passione.
“Onda omologica” è un romanzo recentissimo, pubblicato addirittura a ottobre di quest’anno e scritto da un italiano: Luigi Rinaldi. Ha vinto il premio Odissea 2023, premio legato alle edizioni Delos. Riguarda molto il nostro presente: è, sì, un futuro lontano, la cui ipotesi, pur tuttavia, appare tutt’altro che impossibile. La narrazione è frizzante, fresca, scorre fluida, senza intoppi. Il plot è assai avvincente e dal ritmo davvero sostenuto, senza un momento di cedimento o una lacuna, colmo di continui colpi di scena.
È significativo che un’opera del genere venga da un italiano. Nella trama infatti, si possono rintracciare aspetti e temi caratteristici della situazione italiana, che hanno però un comun denominatore all’interno di tutte le società occidentali che vivono un momento, forse irreversibile, di piena decadenza culturale.
Persino, la polarizzazione estrema dello scontro tra progressismo della transizione ecologica ed energetica, e della fluidità sessuale, con la svalutazione delle identità, e le spinte reazionarie e bigotte di segno opposto, ugualmente spersonalizzanti, rappresentate soprattutto dal tradizionalismo e dal fondamentalismo religioso.
È ambientato in una Terra, nella quale esistono contemporaneamente diversi regimi totalitari, e si intuisce che anche gli altri sistemi politici non se la passano granché bene. Quello di derivazione occidentale è basato sul politically correct: la Konfed, una sorta di impero del bene, dove la felicità è un dovere, non un diritto. È un regime che si estende anche in una parte del cosmo.
È descritta come una “libera Corporazione nella libera società anarchica del Cambiamento”, fondata sul Pilastro del Cambiamento: Felicità, Ecologia, Legalità, Salute. È un mondo post guerra atomica, dove si cerca di dimenticare la Storia, che non viene neanche più insegnata, nel quale vengono enfatizzati sesso e droghe, un mondo ossessionato dalla libertà sessuale e dalla burocrazia, nonostante si autodefinisca anarchico. La privacy non esiste, non esistono segreti e il pudore non è ammesso, perché è un concetto “anticambiamentalista”.
D’altronde, l’anarchia vissuta come una forma di ortodossia può condurre esattamente alla riproduzione della burocrazia, dello stato autoritario e del totalitarismo sotto altre forme. Questa intuizione è un po' uno dei temi portanti del romanzo.
È tutto finalizzato alla “felicità”. Il giudizio di Non Conformità è una delle cose più temibili che porta all’esclusione.
Esiste un Grande Ordinatore e un onnipotente Comitato Etico. Lo status di Cittadino Verde è il massimo a cui si può aspirare; il Rosso, è invece quello che sta in basso, destinato agli “scarti”.
La Konfed è regolata da una dottrina feroce e ipocrita che non contempla gli infelici. Una crudeltà mascherata da amore, caratterizzata da uno spietato darwinismo sociale.
Il romanzo, nella parte concernente la Konfed, è chiaramente influenzato dal "Mondo Nuovo” di Aldous Huxley. Quello che si descrive è proprio un mondo nuovo con un uomo nuovo pronto per il quarto millennio. La storia infatti è immaginata verso la fine del XXX secolo. Ma possono rintracciarsi anche echi dell’utopia/distopia fantascientifica di Theodore Sturgeon “Nascita del superuomo”.
La vita è finalizzata, oltre che alla felicità e al piacere, al risparmio ecologico ed energetico, caratterizzato anche questo da una sorta di fanatismo religioso. I comportamenti non ecologici vengono duramente sanzionati.
Sara, arrivata a Roma, è un'insegnante in fuga, e proviene da un altro sistema sociale, dalla Libera Repubblica di Pusan in Corea, che stava per essere invasa dal regime comunista dispotico del Kansong Daeguk.
Nell’Onda Omologica, un sistema di selezione sociale, basato su una serie di test, Sara Park è stata omologata e accettata nella Konfed come Cittadina Verde, senza alcun test, per il suo alto indice estetico, è infatti molto bella, e per il fatto che le donne orientali vanno di moda.
La lingua ufficiale nel Konfed, come in altri luoghi, è il Terrestre, anche se al mondo si parlano altre lingue più antiche, come il latino, l’inglese e l’italiano.
Sara fa la docente in una scuola che non è volta ad insegnare, ma che serve a socializzare e ad “allietare”, dove una delle materie è Pornografia.
Però la giovane insegnante è molto restia all’omologazione, si sente a disagio ed è profondamente infelice in quel mondo che non le appartiene, con codici morali opposti a quello dove lei era cresciuta, e con una pressione sessuale talmente ossessiva da sfociare nelle molestie. Tuttavia, deve fare attenzione perché con due Non Conformità potrebbe di nuovo finire nell’Onda Omologica, come accade a tutti gli infelici, con le misteriose imprevedibili conseguenze della declassificazione del Colore e con il rischio di essere condannata al “forno”.
Sara è cristiana, ex suora di Pusan. La sua è una singolare forma di Cristianesimo, nella quale Gesù ha sposato la Maddalena, secondo quanto scritto nel Vangelo Unico, quello, appunto, di Maria Maddalena, ritrovato dal Venerabile Dan Brown. Questa di Dan Brown è una trovata geniale e divertente, ma non fine a se stessa.
Un mondo futuro, in cui dominano i totalitarismi, è anche un mondo dell’effimero e del grottesco, le cui teorie non hanno più alcun fondamento scientifico-culturale, ma sono definite con rozze, folkloristiche e superficiali narrazioni, attraverso automatismi subculturali.
Dall'altra parte del Tevere inizia il Regno del Papa, nemico acerrimo della Konfed, di sua Santità Illibata Iesus XXII, discendente di Cristo.
«A Sud e a Est, il Tevere era il confine naturale tra i due stati. Un serpente giallo che scorreva lento fino al Mar Tirreno. L’altro confine era a Nord, al 42° parallelo, una linea di demarcazione affiancata da una strada sterrata e pattugliata ogni ora, di fronte a un recinto elettrificato.
Il Regno era il relitto di tante vicende storiche, accavallatesi una sull’altra nel corso dei secoli sul ricordo del disastro atomico che aveva spazzato via tre quarti del mondo e costretto l’Umanità a ricominciare dal poco rimasto.»
«Eppure, quel relitto che non le apparteneva, diverso da lei come il sole dalla notte, resisteva, anzi fioriva, foraggiato in parte dalla indolente politica estera del titano.
Ora, risalendo il vecchio fiume a ritroso con l’immaginazione, lungo la sponda destra si sarebbe vista la Konfed e su quella sinistra il Regno del Papa, due Paesi nemici e collegati tra loro solo da pochi e vecchi ponti, distrutti o invalicabili.
Solo uno era rimasto attraversabile: il Ponte degli Angeli.»
Il Regno Pontificio, una grossa enclave di circa tre milioni di abitanti, è l’esatto opposto della Konfed. Nel suo stato è in vigore un altro tipo di totalitarismo: un crudele dispotismo basato su una forma di cristianesimo fondamentalista e tradizionalista, dove è limitato al minimo l’uso di qualsiasi tipo di tecnologia, persino dell’energia elettrica, fatta eccezione per alcune piccole parti del suo territorio.
I matrimoni sono combinati e la donna deve sottomettersi obbligatoriamente a tale decisione. Esiste ancora il manicomio. Vige il terrore assoluto e la tortura. Per chi vive nel Regno, la Konfed è il Paese del Grande Satana.
L’unica cosa che hanno in comune i due regimi sono i pregiudizi, anche se pure questi di segno opposto. Vengono però stipulati tra loro accordi sottobanco e traffici illeciti.
A Pusan il cristianesimo non è così, come non lo è nel resto del mondo, ma qui siamo nel Regno del Papa e la questione è più complessa.
Nel Regno c'è anche un movimento scismatico eretico, che nega la figura della Maddalena come moglie di Cristo e vorrebbe restaurare l'antica religione in cui Gesù era un asceta e sempre stato celibe.
A Sara, inserita in queste vicende tumultuose, l’attende un destino molto, ma molto singolare.
In fuga per la libertà e forse verso l’amore, e quindi verso la “felicità”, deve affrontare prove terribili, subire violenze, umiliazioni e sopraffazione, e fare i conti con una filosofia malvagia, ma di una fredda e cieca razionalità, senz’altro più pervasiva e perversa di quella del Regno del Papa.
“Onda omologica” è costruito anche come una sorta di originale Odissea, cui ben si adatta il nome del premio vinto per la seconda volta da Rinaldi.

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