Pensieri sparsi
Spesso si sente dire che qualcosa è andato storto, io credo invece che un po’ tutto sia andato storto.
Riassumendo: aumento esponenziale dello scientismo, degenerazione culturale e autoritaria dell'Occidente, odio dell'Occidente per se stesso, e contemporaneamente amore e simpatia per regimi e sistemi autoritari, se non apertamente totalitari; esplosione della cancel culture e del woke e, come reazione, all'opposto, aumento del maschilismo; diffusione sempre maggiore del fondamentalismo islamico, dell’integralismo tradizionalista cristiano e dell’antisemitismo.
Il consistente emergere di fenomeni anche opposti, ma speculari, è indice della profonda crisi umana in cui siamo precipitati.
L'industria dello spettacolo è andata avanti generando sempre più mostri, notizie scandalistiche e fenomeni effimeri, atti a fomentare distrazione di massa sui social. Nel frattempo, i rapporti di produzione a livello globale (nessuno escluso!) si sono fatti sempre più feroci.
La mancanza di un'elaborazione critica seriamente sistemica, che sfugga alla dicotomia globalismo vs. sovranismo/multipolarismo, che non sia riduzionistica, e subalterna ai recinti ideologici generati dalle categorie suesposte, è lo specchio dell'epoca che stiamo vivendo.
Prendere coscienza di tutto ciò sarebbe già tanto per poter continuare a sperare.
La costruzione di paradigmi ideologici fondati su presupposti e pregiudizi riferiti a contesti effimeri, a false o non verificate informazioni, a caratteristiche etnico-culturali e sessuali, è diventata una sorta di norma nel mainstream della narrazione dominante e in quello della cosiddetta pseudo controinformazione.
Il bieco e conformista luogo comune è stato elevato a strumento epistemologico, si nutre di automatismi concettuali e di passaparola con effetto domino.

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