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venerdì 20 dicembre 2024

I magnifici tre del 2024


 𝗜 𝗺𝗮𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶 𝘁𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟰

Vi presento i romanzi che ho amato di più tra quelli che ho letto (o riletto) quest'anno.

Ogni libro ha un breve commento estrapolato dalle mie rispettive recensioni (che potete trovare qui sul blog)

1. 𝗔𝗺𝗼𝘀 𝗢𝘇, “𝗨𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝗲𝗻𝗲𝗯𝗿𝗮” (𝟮𝟬𝟬𝟮)

Terminata la lettura di questo libro, ho provato quasi la sensazione di commettere un torto nel chiuderlo e riporlo nello scaffale, tante sono state le sensazioni che mi ha trasmesso e la tempesta emotiva che ha fortemente suscitato dentro il mio animo. In un periodo come quello presente, pieno di odio, di banalità e di stupidità, in cui mi vengono in noia molte cose, è davvero tanto.

Ho deciso quindi di riservargli il privilegio di un posto nella più importante delle piccole librerie della mia camera da letto. Un modo per assicurargli una vicinanza anche fisica.

2. 𝗙ë𝗱𝗼𝗿 𝗗𝗼𝘀𝘁𝗼𝗲𝘃𝘀𝗸𝗶𝗷, “𝗠𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝘀𝘂𝗼𝗹𝗼” (𝟭𝟴𝟲𝟰)

"Memorie del sottosuolo” nasce in un periodo di transizione per lo scrittore russo. Nonostante sia da annoverare tra i romanzi brevi, o racconti lunghi, che dir si voglia, è tra le sue opere più complesse. Ed è appunto di transizione perché chiude una fase e ne annuncia un'altra: quella dei suoi grandi romanzi. Potrebbe essere anche considerato, ipotesi forse azzardata la mia, come una sorta di prologo a “Delitto e castigo”, che seguirà di lì a poco. Ma non solo, oltre al presunto “sequel”, ha ben due “prequel”. Il primo è “Le notti bianche” altro breve romanzo di Fëdor del 1848. Quando si arriva al finale, si capisce perché. 

L’altro è “Il sosia” del 1846.

3. 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗟𝗲𝘃𝗶, “𝗟𝗮 𝘁𝗿𝗲𝗴𝘂𝗮” (𝟭𝟵𝟲𝟯)

“La tregua” è un romanzo corale, pieno di una moltitudine di personaggi. Ma è un’opera piena soprattutto di episodi drammatici, commoventi e spassosi, persino comici.

Lo scrittore è davvero bravo nella definizione dei personaggi, ne rende i contorni netti, i profili estremamente colorati e diversificati. Non siamo più nel predominante buio, nel regno della morte di "Se questo è un uomo", ma in un universo vivacissimo, abitato da esseri unici e irripetibili. Eppure, il romanzo è sempre in bilico tra il giorno e la notte, tra un vitale ottimismo e l’oscurità del male. Si guardi, infatti, al controverso finale.

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