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martedì 4 marzo 2025

“Il matrimonio di Maria Braun” (1979)


 “Il matrimonio di Maria Braun” (1979)

regia di Reiner Werner Fassbinder

con Hanna Schygulla, Klaus Löwitsch, Ivan Desny, Gisela Uhlen, Elisabeth Trissenaar, Gottfried John

«La verità... La verità sta nello stomaco quando si ha fame. Il sentimento? Il sentimento sta fra le gambe, come un prurito da grattare via. E per grattarlo via, devi avere lo stomaco pieno e trovarti un uomo in carne ed ossa e che sia qui, non altrove.»

“Il matrimonio di Maria Braun” segna un punto di svolta nella carriera artistica di Reiner Werner Fassbinder e contemporaneamente in quella di Hanna Schygulla. Vengono entrambi proiettati nel cielo della fama internazionale, divenendo anche beneficiari di diversi prestigiosi premi. Il successo fu al di là di ogni più rosea aspettativa e lo fu in tutto il globo, e tutto questo, nonostante il regista in quel periodo avesse un problema assai consistente con le droghe. La Schygulla fu paragonata addirittura a Marlene Dietrich. 

Fassbinder arriva alla maturità, ma anche alla possibilità di uscire dalla gabbia non tanto dorata di autore di nicchia. La Schygulla irrompe meritatamente nell’immaginario di cinefili e spettatori con un’interpretazione a dir poco mitica. Non è affatto azzardato dire che la storia sia stata appositamente confezionata per lei dal regista, nonostante l’attrice non la pensasse esattamente così.

Il film, un gioiello di perfezione, copre poco più di un decennio, partendo dal 1943 con guerra ancora in corso, per terminare nel 1954, ponendo fine al lungo dopoguerra della Germania, con la simbolica vittoria della nazionale di calcio contro l’Ungheria di Puskas, in una finale del mondiale che rimarrà nella storia, come una delle partite più importanti di sempre.

La storia di Maria Braun è proprio la metafora della Germania stessa e del ruolo che le donne ebbero in quel periodo, partendo dalla condizione misera di sottomissione, per via via emanciparsi sempre di più, fino alle soglie di un’illusione: quella della mancata completa emancipazione, che però sarà solo rimandata.

È però anche, per questo, una storia di cinismo, di disperazione e di frustrazione. Una storia di una donna che intende emanciparsi solo all'ombra dell’amore per suo marito, un amore cieco che la porterà a trasformarsi in una fredda calcolatrice e che per raggiungere i suoi obiettivi non esiterà ad appropriarsi delle stesse armi del potere maschile, condite da seduzione femminile. Il fallimento dell’emancipazione era già scritto proprio per questo.

L’espediente della radiocronaca della partita di calcio con l’esultanza del radiocronista è assolutamente geniale.

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paradisodicassiel@gmail.com]

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