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mercoledì 12 marzo 2025

Le "vittime della propaganda"

Bisognerebbe sempre chiedersi quanto si sia vittime della propaganda, soprattutto oggi, in un contesto in cui oltre a giornali, radio e TV, opera pure il web, in molti casi anche in modo più pervasivo. Quanto e come la propaganda influenzi ognuno di noi. Piccola e grande propaganda, anche di segno opposto e quanto ci stia disumanizzando. Quanto non si senta più la sofferenza dell'altro, condizionata esclusivamente dalla squadra di appartenenza.

Il problema è anche più profondo e complesso, perché riguarda veramente tutti, anche chi pensa di essere fuori dagli schieramenti e punta il dito. Riguarda anche me:

«In ogni istante incontriamo quest’uomo, che trasmette ciò che ha letto sui giornali un’ora prima come se fosse una verità altamente personalizzata, e il cui atteggiamento supponente non è altro che il frutto di una propaganda forte. Lo incontriamo in continuazione, animato da una fiducia cieca in un Partito, un Maresciallo, un attore di cinema, un Paese, una Causa, e che non tollera nessun tipo di messa in discussione del dio. Abbiamo continuamente davanti agli occhi quest'uomo che non è più capace del più elementare discernimento morale o intellettuale, o del più semplice ragionamento, perché in lui abita la coscienza di Interessi Superiori, che bisogna seguire “perinde ac cadaver”. E tutto ciò è acquisito senza sforzo, senza esperienza, senza riflessione, senza critica, sotto lo shock distruttivo di una propaganda ben fatta. Lo incontriamo a ogni istante, quest’uomo alienato, e forse lo siamo già anche noi.»

Jacques Ellul, "Propaganda" (1962)

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