Inquietanti analogie
"— Fidatevi di noi, signore — continuò cantilenando dolcemente l'automa. — Abbiamo imparato a esaudire tutte le necessità umane. Seguirete una dieta adatta alle vostre condizioni fisiche e sarete tenuto sotto costante controllo medico. Sarete libero di scegliere i vostri passatempi, entro certi limiti.
— Quali limiti?
— Percepiamo in voi un certo antagonismo. — La macchina nera arretrò e la sua voce ebbe toni di lieve rimprovero. — Come molti altri disadattati sospettosi che hanno tentato di rifiutare i nostri servigi, anche voi ci incolpate di quanto ritenete ingiusto e fastidioso. Dovreste invece capire che le restrizioni non sono frutto della nostra cattiveria, ma della vostra mentalità distorta.
— Quali restrizioni?
— Non riceverete visite. Non avrete contatti con altri esseri umani. Pur rendendoci conto che non sarà piacevole, questo momentaneo isolamento è reso necessario per evitare la diffusione di cognizioni illecite.
— Capisco. — Deglutì a fatica. Un nodo gli chiudeva la gola. — Cosa posso fare?
— Tutto quello che non è vietato.
— Cosa posso avere?
— Sebbene siate libero di richiedere articoli ricreativi, ci sono cose che non possono esservi fornite. Tutto ciò che riguarda la scienza, per esempio: è evidente che le cognizioni scientifiche hanno causato la vostra infelicità e sono pericolose tanto per voi quanto per la sopravvivenza della specie umana.
— E la musica? — chiese lui con un sogghigno di sfida.
— La poesia? l'arte?
— Possiamo offrirvi riproduzioni di opere d'arte, fatta eccezione, ovviamente, per quelle che inducono alla malinconia e al dolore.
— Come la tragedia, per esempio?
L'umanoide s'irrigidì e rimase immobile per qualche attimo come in attesa del responso da Wing IV.
— Il comportamento umano è raramente logico — riprese rianimandosi di scatto.
— Per questo avete bisogno di noi, signore. La vostra inclinazione razziale alla frustrazione, alla sofferenza e alla morte non è più logica nelle finzioni delle vostre opere letterarie di quanto lo sia nella realtà delle vostre guerre. Noi non incoraggiamo nessuna di queste due forme di perversione.
— Ci obbligate dunque ad essere forzatamente felici? — Noi aboliamo l'infelicità — rispose imperturbabile l’automa, ignaro della sua disperata ironia. — Nel vostro caso, signore, vitto e sonno miglioreranno notevolmente le vostre condizioni, attenuando il senso di scontentezza. Col tempo, come sempre è accaduto a quelli che la pensavano come voi, il risentimento nei riguardi delle trascurabili privazioni si trasformerà in gioia e approvazione del nostro comportamento razionale. Insegnandovi a non dare importanza al fisico, vi aiuteremo a godere delle più durevoli delizie della mente. Il nostro scopo, signore, è procurarvi una perpetua beatitudine.
Keth lo guardò torvo, senza parlare.
— Tuttavia, signore — continuò la voce trillante dell'automa — rispetteremo sempre i vostri desideri entro i limiti concessi dalla nostra Direttiva Primaria. Se, per esempio, dovessimo scoprire che le soddisfazioni del sesso sono essenziali per la pace della vostra mente, vi procureremo un altro facsimile della vostra amica Chelni Vorn...
Keth rabbrividì e l'automa se ne accorse.
— Se invece desiderate una compagnia diversa, signore, possiamo fornirvi un doppione di qualsiasi altro essere umano che voi vi degnerete di indicarci, programmato in modo che si comporti secondo i vostri desideri. Ma prima vi consigliamo di pranzare."
Jack Williamson, "Il ritorno degli Umanoidi" (1980)
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