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martedì 10 giugno 2025

Danila Comastri Montanari, “Saturnalia” (2002)


Danila Comastri Montanari, “Saturnalia” (2002)

«Col freddo di questo inverno gli affitti sono saliti alle stelle e il prezzo della legna pure. Così, parecchi cittadini hanno cominciato a mugugnare, chiedendo alla Curia di intervenire con un opportuno calmiere. La stragrande maggioranza degli immobili e delle colture boschive, però; è di proprietà degli stessi padri coscritti, che non hanno alcuna voglia di discutere un simile provvedimento. Per non giocarsi il consenso del popolo, occorreva quindi un'iniziativa innocua, atta a fornire l'impressione che il Senato stia lavorando per il bene comune. E .che cosa potevano trovare di meglio che una economicissima campagna moralizzatrice? Da domani i litigiosi romani si infiammeranno a discutere pro o contro Leda e il cigno, dimenticando gli sfratti, la mancanza di combustibile e lo spinoso calmiere.»

«Sono io che vi accuso, onorevoli colleghi. Vi accuso di usare questo alto consesso per i vostri subdoli scopi, di favorire norme atte a proteggere i vostri affari ambigui, di manipolare la legge romana per accrescere i vostri sporchi profitti. Vi accuso di truffa ai danni dei cittadini che pagano affitti esosi per gli alloggi indecenti di cui voi stessi siete proprietari, che versano all'Erario una parte dei loro guadagni perché voi vi riempiate le borse con le opere pubbliche assegnate dagli appalti truffaldini.»

«Brevis hic estfructus homullis, per gli umili le dolcezze della vita sono brevi, aveva detto Lucrezio. Ma come giustificare la cecità assoluta dei Fati, pronti a donare una lunga esistenza a chi possiede già più del necessario, mentre negano ad altri, già privi persino dell'integrità fisica e del cibo quotidiano, una serena vecchiaia confortata da amici e parenti?»

Una delle mie più grandi passioni nel campo della narrativa di evasione è rappresentata dalla serie di romanzi gialli storici di Danila Comastri Montanari, dedicati a Publio Aurelio Stazio, immaginario senatore romano vissuto nel I secolo d.C., durante l'impero di Claudio, di cui è amico personale. Aurelio, oltre a svolgere il ruolo di senatore, ama dilettarsi come investigatore, risolvendo omicidi, misteri e intrighi. È un uomo intelligente, ricco, affascinante e impenitente seduttore, caratterizzato da un'indole generosa e libertina. Tratta con munificenza e rispetto i propri schiavi ed è profondamente laico, antidogmatico e del tutto scevro da superstizioni.

La filosofia di vita di Aurelio è una versione mondana e personale dell'epicureismo: non ascetica, ma nemmeno dissipata. Egli apprezza la buona cucina, le belle donne e l'arte, ma mantiene sempre il controllo delle proprie passioni. Critico nei confronti dell'ipocrisia del potere e dei prepotenti, Aurelio denuncia apertamente abusi e fanatismi, sia religiosi che ideologici. La sua investigazione è guidata da curiosità e senso della giustizia, condotta sempre liberamente e senza imposizioni esterne.

La ricostruzione storica nei romanzi della Comastri Montanari è molto rigorosa, attenta ai particolari e precisa. L'autrice si è sempre opposta alle arbitrarie libertà narrative, dichiarando: "La Roma che racconto è quella reale, non una Hollywood in toga". La sua accuratezza storica si esprime in una narrazione fluida e piacevole, mai pedante, capace di mantenere ritmo e freschezza.

Accanto al protagonista Aurelio, troviamo personaggi ricorrenti di grande interesse, tra cui spiccano Castore e Pomponia. Castore è il segretario personale di Aurelio, inizialmente schiavo e successivamente affrancato come liberto. È colto, sarcastico, intelligente e astuto, e con la sua saggezza riesce spesso a togliere Aurelio dai guai. I frequenti battibecchi tra i due rappresentano un efficace elemento comico, ma Castore possiede anche una profondità morale e una fedeltà notevoli.

Pomponia è una matrona romana, amica di lunga data di Aurelio, e rappresenta nella serie una figura femminile indipendente, una femminista ante litteram. Non vi è un rapporto sentimentale vero e proprio tra lei e Aurelio, ma un legame di amicizia autentica e profonda. Pomponia, intelligente e sensibile, è appassionata di intrighi aristocratici ed è confidente, consigliera e informatrice di Aurelio.

Saturnalia, decimo romanzo della serie, si distingue dai precedenti per un'atmosfera più cupa, pur mantenendo un tono da commedia plautina. L'ambientazione coincide con la festività romana dei Saturnalia, celebrata dal 17 al 23 dicembre in onore del dio Saturno e della fine della semina. Questa festa, caratterizzata dal temporaneo capovolgimento delle gerarchie sociali e dallo scambio di doni chiamati sigillaria (candele, noci e statuette), ha influenzato anche le celebrazioni natalizie.

Il romanzo si svolge prevalentemente nella Suburra, quartiere popolare dell’antica Roma, abitato dalle classi più povere e marginali. Qui emerge con forza una critica sociale che sottolinea la drammaticità della storia, segnata da numerosi e cruenti delitti. La trama è intricata e richiede attenzione, adeguandosi perfettamente all'atmosfera di inquietudine che la pervade, accentuata dalla pratica storica dei "bambini esposti".

Nell'antica Roma, infatti, era comune e legalmente accettato abbandonare neonati indesiderati. Alla nascita, il padre poteva decidere se accettare il figlio (tramite il gesto simbolico della elevatio) oppure esporlo in luoghi pubblici, dove poteva essere raccolto e destinato alla schiavitù, alla prostituzione, o alla morte per abbandono. Le cause principali di tale pratica erano povertà, illegittimità, deformità o disabilità, e in particolare la nascita di femmine non primogenite, considerate economicamente svantaggiose per via della dote.

In definitiva, la serie di Danila Comastri Montanari rappresenta un raro esempio di romanzo giallo storico che combina sapientemente intrattenimento, approfondimento culturale e critica sociale.


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