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mercoledì 3 giugno 2026

SIOUXSIE AND THE BANSHEES, “KALEIDOSCOPE” (1980)


SIOUXSIE AND THE BANSHEES, “KALEIDOSCOPE” (1980)

Non tutti gradirono la svolta musicale dei Banshees, per me invece fu un segnale importante di quanto Siouxsie e Severin avessero voglia di rinnovarsi, di non restare fermi. Il risultato fu qualitativamente molto alto, senz’altro un’evoluzione rispetto ai già grandi primi dischi. “Kaleidoscope” è il loro terzo album in studio, e anche il loro capolavoro, l’occasione giusta per aprirsi a un universo sonoro molto più ricco e imprevedibile. Un'opera fondamentale per l'intera evoluzione del post-punk, dei nascenti gothic rock e dark.

Il contesto in cui nasce l'album è segnato da una crisi drammatica: durante il tour di “Join Hands” nel 1979, il batterista Kenny Morris e il chitarrista John McKay abbandonarono la band a Aberdeen, dopo una lite furibonda. Fu uno di quegli episodi "leggendari" del rock britannico. Per non lasciare la serata a metà, Siouxsie e Severin risalirono sul palco poco dopo insieme ai Cure (che facevano da gruppo di supporto in quel tour) per improvvisare una caotica versione di venti minuti di “The Lord's Prayer".

La coppia dovette reinventare la formazione quasi dal nulla. Ingaggiarono come batterista Budgie (Peter Clarke), già con le Slits, e soprattutto John McGeoch, chitarrista di straordinaria inventiva, proveniente dai Magazine di Howard Devoto. I due diedero un apporto essenziale al cambiamento radicale del suono della band. Sperimentarono per la prima volta con sintetizzatori, drum machine e campionamenti, elementi allora d'avanguardia.

McGeoch in particolare è la vera rivelazione di “Kaleidoscope”: il suo stile chitarristico è sinuoso, melodico, percussivo e psichedelico al tempo stesso, assolutamente innovativo. L'album fu co-prodotto da Nigel Gray insieme alla band stessa. ​La scelta di Nigel Gray fu una mossa strategica e cruciale per il cambio di rotta stilistico dei Banshees. In quel momento, Gray era uno dei produttori più importanti del Regno Unito, celebre soprattutto per aver plasmato il sound pulito, dinamico e spazioso dei primi album dei Police. Gran parte del disco fu registrata nel Surrey Sound Studios di Gray.

Il disco si apre con “Happy House”, un singolo di grande successo commerciale e di critica, dalla melodia quasi ossessiva e dal testo obliquamente sarcastico sulla facciata domestica della felicità borghese. “Christine”, altro singolo trainante, è forse il pezzo più riuscito dell'album: ispirata a Christine Costner Sizemore, una donna realmente esistita e che è al centro del libro “The Three Faces of Eve”, una canzone sulla dissociazione dell'identità, costruita con un'orchestrazione raffinata. 

Christine aveva ispirato quel celebre saggio del 1957 - pubblicato in Italia come “I tre volti di Eva” -, scritto dai suoi due psichiatri. Per proteggere la sua privacy, nel libro le fu dato lo pseudonimo di Eve White. Il testo documentava il suo disturbo dissociativo dell'identità (all'epoca chiamato "disturbo della personalità multipla") attraverso le tre anime principali che i medici avevano identificato durante le prime sessioni di terapia.

Il titolo dell’album rispecchia il contenuto: “Kaleidoscope” è un assemblaggio di tessere stilisticamente eterogenee - funk, krautrock, echi di musica da camera, psichedelia, new wave - tenute insieme dalla voce di Siouxsie Sioux, strumento drammatico e inconfondibile, e mantenendo intatta l'atmosfera di alienazione urbana. Raggiunse il quinto posto nella classifica britannica, confermando i Banshees come una delle band inglesi più importanti di quell'anno.

La sua importanza storica è immensa: la fusione tra calore acustico e freddezza elettronica ha gettato le basi per la new wave degli anni '80. Artisti come i Cure (Robert Smith suonerà persino la chitarra con i Banshees poco dopo), gli Smiths (Johnny Marr ha spesso citato lo stile di McGeoch in questo disco come una delle sue influenze principali) e, più recentemente, i Radiohead, hanno un enorme debito artistico nei confronti delle intuizioni sonore contenute in queste tracce.


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