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venerdรฌ 17 luglio 2026

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«Di lรฌ a poco il caldo sarebbe diventato eccessivo. Affacciato al balcone dell'albergo, pochi minuti dopo le otto, Kerans guardรฒ il sole sollevarsi da dietro i fitti cespugli di gimnosperme giganti che crescevano in un intrico selvaggio sui tetti dei grandi magazzini abbandonati a quattrocento metri di distanza, sulla sponda orientale della laguna. Persino attraverso le ampie fronde color verde oliva del fogliame, la forza impietosa del sole era quasi tangibile. I raggi, filtrando attraverso il reticolo delle foglie, martellavano il petto e le spalle scoperte di Kerans, facendolo sudare e costringendolo a indossare un paio di spessi occhiali scuri per proteggersi gli occhi. Il disco del sole aveva smesso di essere una sfera ben definita, era diventato un'ampia ellisse che andava allargandosi sempre piรน sopra l'orizzonte, simile a una colossale palla di fuoco che, riflettendosi sulla superficie plumbea della laguna, la trasformava in uno scudo di rame scintillante. A mezzogiorno, meno di quattro ore piรน tardi, l'acqua sarebbe sembrata un mare di fuoco…»

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«Stridendo come una banshee impazzita un grande pipistrello dal naso a martello si librรฒ nell'aria da uno degli angusti canali secondari e si scagliรฒ dritta verso l'imbarcazione. Con il sonar confuso dal labirinto di ragnatele giganti intessute sopra il canale dalle colonie di ragni-lupo, l'animale mancรฒ di pochi centimetri la rete di protezione sopra la testa di Kerans, quindi si allontanรฒ tra i grattacieli semisommersi, entrando e uscendo dall'ombra delle fronde a forma di vela delle felci che crescevano sui tetti dei palazzi. Improvvisamente, mentre oltrepassava uno dei cornicioni sporgenti, una creatura immobile dalla testa di pietra scattรฒ e lo ghermรฌ a mezz'aria. Si udรฌ un breve, acuto stridio, e Kerans, con la coda dell'occhio, vide l'ultimo fremito delle ali spezzate dalle fauci della lucertola. Poi il rettile si ritrasse e tornรฒ a rendersi invisibile nel fogliame.

Lungo il canale, appollaiate nelle finestre dei palazzi e dei magazzini, le iguane li osservavano passare, muovendo a scatti impercettibili le teste dall'aspetto marmoreo. Si lanciavano nella scia dell'imbarcazione per catturare gli insetti stanati dai loro rifugi nei tronchi marciti dal fragore prodotto dai rumori del battello, quindi tornavano a nuoto verso le finestre e si arrampicavano su per le scale per raggiungere i loro punti di osservazione privilegiati, ammassate le une sulle altre. Senza quei rettili, le lagune e i canali creati dai grattacieli immersi avrebbero avuto una strana, onirica bellezza, ma la presenza delle iguane e dei basilischi riportava quella fantasia a una ben piรน terrena consistenza. Adagiati sulle poltrone e sulle finestre di quelle che una volta erano state sale di importanti consigli di amministrazione, i rettili avevano preso possesso della cittร  e, dopo milioni di anni, erano tornati a essere la forma di vita dominante.

Guardando quelle teste antiche e impassibili, Kerans poteva capire la strana paura che esse suscitavano, riattizzando arcaiche memorie delle giungle terrificanti del Paleocene, quando i rettili erano stati costretti ad abdicare di fronte all'evoluzione dei mammiferi, e percepiva con stordente chiarezza l'ostilitร  implacabile che una classe zoologica prova nei confronti di un'altra che ne ha usurpato il posto...»

Questi due incipit di James G. Ballard racchiudono l'essenza stessa di quel capolavoro della fantascienza catastrofista che รจ “Il mondo sommerso”, secondo atto della Tetralogia degli Elementi. Nel primo frammento ("Sulla spiaggia al Ritz"), lo scrittore stabilisce immediatamente il dominatore assoluto di questo nuovo mondo: il sole. Non รจ piรน una stella benefica, ma una presenza fisica, "quasi tangibile", una divinitร  arcaica che schiaccia e deforma la realtร .

Il disco solare diventa un'ellisse deformata che simboleggia visivamente il collasso dell'ordine naturale e geometrico a cui l'umanitร  รจ abituata. Il titolo del capitolo evoca il dominio antropico ("il Ritz"). Il protagonista, perรฒ, si ritrova ad osservare una giungla di gimnosperme giganti che cresce selvaggia sui tetti di grandi magazzini abbandonati. La civiltร  dei consumi รจ letteralmente colonizzata e digerita da una flora preistorica.

Nel secondo frammento ("L'avvento delle iguane"), l'attenzione si sposta dalla cornice climatica alla fauna, mettendo in scena una vera e propria regressione temporale ed evolutiva. La scena del pipistrello ghermito a mezz'aria dalla lucertola รจ crudele, dominata da leggi ancestrali che non lasciano spazio alla compassione. L'immagine delle iguane e dei basilischi "adagiati sulle poltrone... di quelle che una volta erano state sale di importanti consigli di amministrazione" รจ di un'ironia assai visionaria. I vecchi luoghi del potere umano, del capitalismo e delle decisioni globali sono ora il nido di creature imperturbabili. La burocrazia umana รจ stata sostituita dalla pura, immobile presenza dei rettili.

A Ballard non interessa tanto la catastrofe ambientale esterna, che usa per lo piรน come espediente narrativo, ma quella interiore del mutamento antropologico di fronte allo stravolgimento esistenziale e al capovolgimento del dominio sulla natura, che non รจ una banale lotta per la sopravvivenza. Il paesaggio esterno risveglia nell'uomo memorie arcaiche sopite nel profondo del cervello. La terra non sta morendo: sta semplicemente tornando al suo stato originario, costringendo l'essere umano a fare i conti con la propria transitorietร  biologica. Il disastro planetario come detonatore di una regressione psichica che rende esplicita la piena consapevolezza del tempo che torna indietro.

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