AA.VV. “LA VITA QUOTIDIANA” EDITA DA HACHETTE
Questa collana si iscrive a buon titolo nella tradizione della divulgazione storiografica di massa. È stata una delle più longeve e ambiziose sull’argomento nel campo dell’editoria francese del Novecento, coprendo un arco temporale di oltre sessant'anni. Nata alla fine degli anni Trenta, ha continuato a crescere per decenni fino a comprendere oltre duecento titoli, coprendo civiltà, epoche e temi di una vastità enciclopedica. Il tema di fondo è semplice, ma al tempo stesso, è innovativo: la ricostruzione dell'esistenza concreta della gente comune - il cibo, la casa, il corpo, il lavoro, i riti, il tempo - in luoghi e in periodi determinati e assai diversi.
La collana “La vie quotidienne” di Hachette nasce in un momento di profonda trasformazione della storiografia francese, parallela all'emergere della scuola delle Annales. Non è una filiazione diretta - l'editore puntava a un pubblico più ampio di quello accademico - ma la parentela intellettuale è evidente: dagli esponenti delle élites si passava a privilegiare la condizione collettiva, dalle battaglie all’esistenza quotidiana in una dimensione più generale. In questo senso la collana ha svolto una funzione di mediazione culturale importante, portando a un pubblico non specialistico categorie storiografiche che altrimenti sarebbero rimaste confinate nelle riviste accademiche. Ciò che colpisce leggendo il catalogo completo è l'ambizione geografica e cronologica dell'impresa.
La critica ne ha segnalato una certa discontinuità qualitativa. Con oltre duecento titoli prodotti nell'arco di mezzo secolo da autori di formazione e valore molto diverso, ciò è inevitabile. Alcuni volumi sono stati scritti da storici di primo piano e conservano un valore storiografico autonomo anche per il lettore specialistico. Altri sono dedicati a opere di competente divulgazione, solide ma prive di originalità interpretativa. Altri ancora, sono un po' carenti, oggi storicamente datati.
Secondo la critica, il limite maggiore è proprio questo. E ciò era abbastanza prevedibile, dati i criteri di selezione, ed è chiaramente evidente anche al lettore non esperto come il sottoscritto, non è necessario leggerli tutti per capirlo. La "vita quotidiana" come categoria storiografica presuppone una certa stabilità e uniformità dell'esperienza collettiva: si descrive ciò che è tipico, ricorrente, condiviso. Ma le società storiche sono stratificate, regionalmente differenziate, attraversate da conflitti e cambiamenti, e la tentazione di costruire un quadro coerente e leggibile porta quasi inevitabilmente a una qualche semplificazione. La vita quotidiana di un contadino normanno nell'anno mille era radicalmente diversa da quella di un mercante veneziano o di un monaco cassinese dello stesso periodo, e la collana, sempre secondo la critica, ha spesso sacrificato questa complessità alla leggibilità del prodotto finale. Ma nonostante tutto ciò, conserva un valore abbastanza rilevante come collezione a livello amatoriale.
Al di là dei limiti metodologici, il contributo culturale della collana è però innegabile. Ha introdotto generazioni di lettori a una concezione della storia come ricostruzione dell'esperienza vissuta quotidianamente piuttosto che come narrazione del potere, e ha contribuito a creare quel pubblico colto di non specialisti che rappresenta ancora oggi il principale sostegno dell'editoria storica di qualità. In questo senso è un'impresa che appartiene non solo alla storia della storiografia ma alla storia della cultura novecentesca tout court. In Italia la collana è stata pubblicata da Mondadori, da BUR e da Fabbri Editori. L’edizione di Fabbri Editori comprende una selezione di una cinquantina di titoli, usciti periodicamente in edicola, basata su alcuni criteri di fondo: l’autorevolezza degli autori, la rappresentatività di più periodi storici, la qualità dei testi e il formato con la copertina rigida.

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