«๐๐ฉ๐ช ๐ญ๐ฐ๐ต๐ต๐ข ๐ค๐ฐ๐ฏ ๐ช ๐ฎ๐ฐ๐ด๐ต๐ณ๐ช ๐ฅ๐ฆ๐ท๐ฆ ๐จ๐ถ๐ข๐ณ๐ฅ๐ข๐ณ๐ด๐ช ๐ฅ๐ช ๐ฏ๐ฐ๐ฏ ๐ฅ๐ช๐ท๐ฆ๐ฏ๐ต๐ข๐ณ๐ฆ, ๐ค๐ฐ๐ดรฌ ๐ง๐ข๐ค๐ฆ๐ฏ๐ฅ๐ฐ, ๐ถ๐ฏ ๐ฎ๐ฐ๐ด๐ต๐ณ๐ฐ. ๐ ๐ด๐ฆ ๐ต๐ถ ๐ด๐ค๐ณ๐ถ๐ต๐ฆ๐ณ๐ข๐ช ๐ข ๐ญ๐ถ๐ฏ๐จ๐ฐ ๐ช๐ฏ ๐ถ๐ฏ ๐ข๐ฃ๐ช๐ด๐ด๐ฐ, ๐ข๐ฏ๐ค๐ฉ๐ฆ ๐ญ'๐ข๐ฃ๐ช๐ด๐ด๐ฐ ๐ด๐ค๐ณ๐ถ๐ต๐ฆ๐ณร ๐ฅ๐ฆ๐ฏ๐ต๐ณ๐ฐ ๐ฅ๐ช ๐ต๐ฆ.»
Questa celeberrima citazione di Nietzsche รจ stata spesso usata e abusata, e, a mio parere, anche fraintesa fino a farla passare quasi come uno stereotipo. Nonostante questo, come le piรน grandi intuizioni del genio umano, conserva una potenza visionaria inestinguibile. Riguarda essenzialmente il rischio concreto di adottare gli stessi metodi del proprio nemico. Per sconfiggere un mostro, spesso si ha la tentazione di usare la sua stessa spietatezza, le stesse modalitร , gli stessi automatismi. Ciรฒ mi permette di riflettere spesso anche su come agisco e su cosa penso.
Non esiste una posizione di sicurezza da cui si possa combattere il male, l'orrore, la mostruositร senza pagarne un prezzo. L'opposizione non รจ un'operazione pulita e indolore: chi si mette in “guerra” contro qualsiasi cosa rischia di assumerne, quasi per contagio, la forma - gli strumenti, la logica, persino la crudeltร che intendeva estirpare. Il fine non basta a preservare i mezzi da questa contaminazione. Anzi, seguendo questa logica, quasi sempre si prende una strada che peggiora la relazione di potere.
Non serve nemmeno agire, basta guardare a lungo l'abisso con compiacimento. La contemplazione prolungata del nulla, dell'orrore, del non-senso, non lascia chi scruta com'era prima. C'รจ una reciprocitร inquietante: l'oggetto osservato finisce per agire su chi guarda, per riflettersi dentro di lui. Ogni serio confronto con l'estremo - che sia lotta o semplice contemplazione - comporta un rischio di trasformazione involontaria di sรฉ. Non รจ un invito a distogliere lo sguardo o a rinunciare alla lotta, ma un richiamo alla vigilanza su di sรฉ: chi si occupa del male, in qualunque forma, non deve sorvegliare solo il nemico ma anche la propria metamorfosi interiore.
Il rischio concreto รจ che chi combatte l'idolatria - i pregiudizi, il gregge, la morale assoluta - diventi lui stesso un idolo, un dogma, un mostro fatto di devoti anzichรฉ di spiriti liberi. Si trasformi a sua volta in un tiranno, un fanatico o un nuovo falso profeta.

Nessun commento:
Posta un commento
Ogni commento, prima di essere pubblicato, verrร sottoposto ad autorizzazione. Grazie