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sabato 6 giugno 2026

IN MEMORIA DI MARJANE SATRAPI


IN MEMORIA DI MARJANE SATRAPI

L’altro ieri ci ha lasciato Marjane Satrapi, all’età di cinquantasei anni, poco più di un anno dopo la morte del marito Mattias Ripa, l'amore della sua vita e partner artistico, scomparso nell'aprile del 2025. Il suo entourage, comunicando la notizia, ha specificato che è "morta di tristezza" per la perdita del marito, un dolore lungo un anno. Non potevo certo mancare dal renderle onore con un approfondimento. Marjane per me è stata come un’amica fin dalla prima pubblicazione del suo capolavoro “Persepolis”, mi ha accompagnato più volte nel corso di molti anni quando il mio pensiero è andato agli amici iraniani in lotta per la libertà. Una lotta, seppur separata da molta distanza, che ho sentito sempre come se fosse anche la mia.

La libertà non è un diritto come tutti gli altri, è condizione essenziale affinché la vita umana possa svolgersi con dignità, sviluppando tutte le sue potenzialità, condizione indispensabile con la quale i diritti sociali e civili possano essere goduti pienamente e serenamente. È una prerogativa inalienabile, e ogni volta che viene vincolata o limitata, si commette un arbitrio, si configura un crimine, un crimine contro la natura umana. È il fondamento stesso dell’esistenza. Ciò Marjane Satrapi lo sapeva benissimo e ha dedicato una vita, la sua arte, a difendere e promuovere la sua libertà e quella del suo popolo.

Marjane nasce il 22 novembre 1969 a Rasht, città della regione del Gilan sul Mar Caspio, in una famiglia della borghesia intellettuale iraniana. I suoi genitori sono figure di formazione progressista e laica: entrambi politicamente impegnati e vicini alla sinistra iraniana. Il nonno materno, Nasser Khan, era un nipote di Nasser al-Din Shah Qajar, monarca della dinastia che aveva governato l'Iran per quasi un secolo e mezzo, e la nonna materna, figura quasi leggendaria nella sua autobiografia, incarna per lei l'ideale femminile di una saggezza irriverente e libera, dal carattere straordinariamente forte, ironica, colta e anticonformista, la nonna è la guida spirituale e la confidente di Marjane.

È in questo ambiente familiare - colto, irrequieto, percorso da correnti socialiste e da una profonda avversione nei confronti del fanatismo religioso - che si forma la sua coscienza politica e artistica. Gli anni cruciali della sua infanzia coincidono con due eventi storici di portata epocale: la Rivoluzione islamica del 1979 e la guerra Iran-Iraq (1980–1988). La caduta dello scià e l'avvento del regime di Khomeini trasformano la vita quotidiana della famiglia Satrapi in modo drammatico. 

Le donne devono indossare il velo, le libertà civili vengono sistematicamente soppresse, le speranze rivoluzionarie clamorosamente disattese, molti amici e parenti vengono arrestati o uccisi dalla nuova teocrazia. Questa violenza politica vissuta dall'interno, con la sua carica di dolore familiare e di indignazione civile, costituirà la materia prima della sua opera maggiore.

Nel 1983, a quattordici anni, i genitori la mandano a Vienna per sottrarla al clima soffocante di Teheran: una scelta coraggiosa e lacerante, che la lascia sola in una città straniera, alle prese con l'adattamento culturale, la solitudine, le prime esperienze sentimentali, e una crisi d'identità profonda che la conduce a una grave crisi depressiva. 

Nel 1988 torna in Iran, logorata dall'esilio viennese. Qui si iscrive all'Università d'Arte per studiare Comunicazione Visiva. In questo ambiente accademico, fortemente controllato dal regime, incontra Reza, un compagno di studi appassionato di teatro. Dopo un matrimonio che dura pochissimo, divorzia, e nel 1994 si trasferisce definitivamente a Parigi. È in questo periodo che completa la sua formazione artistica e comincia a elaborare il progetto autobiografico che la renderà famosa.

“Persepolis”, pubblicato in volumi successivi tra il 2000 e il 2003 dalle edizioni L'Association di Parigi, è un'autobiografia a fumetti in bianco e nero che racconta l'infanzia e la giovinezza di Satrapi attraverso la storia collettiva del suo paese. Il tratto grafico - essenziale, geometrico, fortemente espressivo nelle ombre e nei contrasti - deve molto alla tradizione dei miniaturisti persiani ma anche all'influenza di Art Spiegelman (il cui Maus costituisce un riferimento esplicito) e di altri maestri del fumetto franco-belga. 

Il libro ottiene un considerevole successo mondiale, viene tradotto in decine di lingue, e consacra definitivamente Marjane come una delle voci più originali della letteratura grafica contemporanea. Nel 2007, insieme al regista francese Vincent Paronnaud, ne realizza la trasposizione animata, che vince il Premio della giuria al Festival di Cannes, viene candidata all'Oscar per il miglior film d'animazione e riceve il César nella stessa categoria.

La sua produzione letteraria comprende, oltre a “Persepolis”, altri romanzi grafici come “Broderies” (2003), conversazioni femminili sul matrimonio e la sessualità nell'Iran tradizionale, e “Poulet aux prunes” (2004), storia malinconica di un musicista che sceglie di morire dopo che la moglie rompe il suo strumento, e anch'esso portato sullo schermo nel 2011 con la co-regia di Paronnaud. Come regista cinematografica ha firmato successivamente “The Voices” (2014), un thriller horror psicologico con Ryan Reynolds, e “Radioactive” (2019), biopic su Marie Curie con Rosamund Pike, mostrando una versatilità che non si limita al suo universo autobiografico.

Nel 2023 cura l'antologia “Donna, vita, libertà” - titolo che riprende lo slogan scandito nelle piazze iraniane dopo l'uccisione dell’attivista ventiduenne curdo-iraniana Mahsa Amini nel settembre 2022 - realizzata insieme al politologo Farid Vahid, allo storico Abbas Milani e al reporter Jean-Pierre Perrin, oltre a un gruppo internazionale di autori di fumetti. Il volume è una raccolta di fumetti, racconti e testi illustrati in cui Satrapi non si limita alla cura editoriale: firma la presentazione, contribuisce con propri testi e disegni, costruendo con l'opera un legame autografo che ne prolunga la traiettoria di “Persepolis” nel presente. La versione persiana del libro è stata resa accessibile gratuitamente online a tutti gli iraniani.

Gli ultimi anni segnano un riconoscimento istituzionale di ampia portata. Nel 2024 le viene assegnato il Premio Principessa delle Asturie per la Comunicazione e le Scienze Umane, con una giuria che la descrive come "una voce essenziale nella difesa dei diritti umani e della libertà" e "un simbolo di impegno civile guidato dalle donne". Nello stesso anno viene eletta membro dell'Accademia delle belle arti francese.

La sua opera si colloca all'incrocio di più tradizioni: il fumetto d'autore europeo, la letteratura dell'esilio e del trauma, la testimonianza storica e la riflessione sulla formazione identitaria. Ciò che la distingue da molti autori della sua generazione non è soltanto la qualità del segno o la densità del racconto, ma una capacità rara di coniugare l'acutezza autobiografica con l'ironia, un'ironia che non annulla il dolore ma lo rende sopportabile, universalmente umano.

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