La fine della pandemia (?)
L'O.M.S., uno degli organismi assolutamente trasversali e con maggiore potere sulla Terra, per bocca del suo megadirettore galattico, ha deciso che l'emergenza pandemica è finita. Ma ha annunciato, nel contempo, il possibile arrivo di altre pandemie. Quindi, gli strumenti approntati, non vanno smantellati. Gli strumenti di oppressione e di sorveglianza. Non dobbiamo farci trovare impreparati.
Mi sembrano opportune alcune considerazioni.
Innanzitutto, che nessun merito in questo senso, se ancora vi fossero dubbi, va attribuito al governo Meloni, che si è trovato solamente al posto giusto al momento giusto, aiutato proprio per questo da manovratori esterni: si chiama dirottamento e addomesticamento del dissenso. Era una decisione già prevista in agenda.
Anzi, l'attuale governo, ha dato segnali di perfetta continuità con alcuni provvedimenti vergognosi sia rivolti alla scuola, sia alla sanità, che in sinergia tra loro, con opportuni combinati disposti.
L'app del greenpass è ancora attiva ed è previsto che ogni singola unità sanitaria decida autonomamente riguardo alle restrizioni con dispositivi. Addirittura, c'è chi, sull'onda dell'entusiasmo da delirio di onnipotenza, ancora richiede in maniera assolutamente arbitraria e illegittima la prova del tampone negativo.
C'è poco da attribuirne le colpe alle greggi o al singolo kapò, chi vuole che questa situazione di confusione e di arbitrio continui è posto negli alti piani della sfera gerarchica, aiutato da sottoposti collaborazionisti, ben consapevole del funzionamento delle dinamiche di assoggettamento. Sono effetti cercati e voluti con perfetta strategia criminale. Si legga Primo Levi, a tal proposito.
Chi rimane a guardare però solo il covid e le restrizioni a esso relative, non comprende veramente ciò che sta accadendo e potrebbe ancora accadere, anche fuori dal contesto sanitario. La digitalizzazione della vita quotidiana è lo strumento opportuno per incardinare efficacemente qualsiasi innovazione di dominio e di controllo sociale.
Detto questo, è necessario evidenziare che i danni maggiori, reazioni avverse a parte, sono stati inflitti a livello culturale, non solo con l'indottrinamento degli studenti delle scuole a tutti i livelli, ma anche insinuando nella popolazione un senso diffuso di pericolo e di precarietà, con patologie mentali e sociopatie in forte crescita. Danni che potrebbero rivelarsi molto istruttivi al fine dell'implementazione della suddetta strategia.
Quelli che, per esempio, ancora oggi indossano la mascherina al chiuso, chi addirittura ancora all'aperto, la porteranno ormai per sempre, o chi ancora oggi si tampona al minimo cenno di raffreddore, continuerà probabilmente a farlo, almeno fino all'arrivo della prossima nuova emergenza sanitaria, in cui potrebbero essere inaugurate nuove forme di controllo più onnicomprensive e più sofisticate.

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