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mercoledรฌ 19 agosto 2026

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Il Rapporto annuale della Fondazione CDEC, presentato al Senato lo scorso marzo, ha registrato 963 episodi di antisemitismo in Italia nel 2025, contro gli 877 del 2024, i 453 del 2023 e i 241 del 2022: una crescita pressochรฉ quadruplicata in tre anni, dal 7 ottobre 2023 in avanti, che non riguarda solo la quantitร  ma la gravitร  - le aggressioni fisiche sono aumentate piรน delle diffamazioni verbali. L'antisemitismo, in altre parole, non รจ piรน un fenomeno marginale nรฉ episodico nel Paese. Va detto, perรฒ, che nonostante i dati raccolti siano ampiamente indicativi del fenomeno, il CDEC li classifica sulla base della definizione operativa dell'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), che alcuni studiosi e alcune aree politiche giudicano troppo estensiva proprio perchรฉ include forme di critica a Israele fra le manifestazioni antisemite.

Certo, รจ bene ricordare che la critica, anche radicale, al governo israeliano non รจ ovviamente antisemitismo ed รจ piรน che lecita, per chi scrive รจ doverosa. Tuttavia, il passaggio avviene quando «Israele», «sionisti» o «lobby sionista» assumono le funzioni che nell'antisemitismo classico avevano «gli ebrei»: potere occulto, controllo dell'informazione, aviditร , crudeltร  congenita, sacrificio di bambini, doppia lealtร , cospirazione mondiale. Una riattivazione, in sostanza, dei Protocolli dei Savi di Sion. รˆ precisamente il fenomeno di trasferimento degli antichi stereotipi antiebraici su Israele rilevato dal CDEC.

Ma dire che รจ in aumento non basta: รจ anche, letteralmente, trasversale: neofascismo e neonazismo convivono con ambienti radicali di sinistra, e non solo radicali, con certo grillismo, con una parte sostanziosa della cosiddetta area del dissenso e coi circuiti islamisti. I termini-schermo come "sionista" o "ashkenazita" circolano indifferentemente in tutti questi settori, permettendo di colpire senza incorrere nell'accusa esplicita di antisemitismo, fino a sentirsi legittimati, in non pochi casi, a definire il pogrom del 7 ottobre un atto di resistenza, o, bene che vada a minimizzarne la gravitร . 

Ma esiste anche un secondo tipo di maschera, diverso da quello ideologico-lessicale di certa sinistra, della destra estrema e degli ambienti islamisti. Lo hanno mostrato, quasi in contemporanea, due scandali interni al mondo della destra istituzionale italiana: la chat "Congresso FdI" in Trentino, con dirigenti locali del partito di governo autori di frasi apertamente giudeofobe, e successivamente - venuta fuori proprio in questi giorni - la chat di Futuro Nazionale, il partito di Vannacci, dove circa trecento persone si sono scambiate messaggi di nostalgia hitleriana, insulti razzisti verso arabi ed ebrei e perfino linguaggio eversivo. 

Qui l'odio non passa per alcun travestimento anti-israeliano: รจ giudeofobia classica, allo stato puro. La maschera, in questo caso, รจ istituzionale - รจ la facciata pubblica di rispettabilitร  del post-fascismo italiano, la retorica dei "conti fatti col passato", che nelle chat private si sfalda mostrando un sostrato rimasto intatto. Non รจ neppure un fenomeno completamente nuovo: l'inchiesta del 2024 su Gioventรน Nazionale aveva giร  documentato discorsi razzisti e antisemiti nell'ambiente giovanile del partito. Giorgia Meloni scrisse ai dirigenti che nel partito non c'era spazio per «posizioni razziste o antisemite» nรฉ per nostalgici dei totalitarismi. Siamo quindi in presenza di tre episodi diversi, in contesti diversi, e di organizzazioni diverse, che รจ assai difficile liquidare come isolati.

Paradossalmente il dichiarato filoisraelismo di questa area politica non รจ affatto in contraddizione con l'antisemitismo tradizionale. Le due cose operano su registri distinti - l'adesione a Israele, percepito come Stato-fortezza, baluardo contro l'Islam politico, puรฒ convivere tranquillamente con la persistenza di tropi antiebraici classici riferiti non allo Stato ma all'ebreo in genere, diasporico, cosmopolita, "senza patria", specularmente simmetrica, del resto, rispetto al travestimento antisionista che maschera l'antisemitismo di segno opposto, per il quale รจ legittimo proclamare solidarietร  universale e antirazzismo e contemporaneamente attribuire al «sionista» caratteristiche prese quasi letteralmente dall'archivio dell'antisemitismo europeo. 

I due fenomeni non sono identici ideologicamente, ma possono convergere nella riproduzione e riattivazione del paradigma antigiudaico. I 963 episodi del CDEC, nonostante la presunta estensivitร , sono soltanto la punta emersa dell’iceberg, filtrata attraverso segnalazioni formali. Ben altra scala, infatti, restituisce la Mappa dell'Intolleranza di Vox - Osservatorio Italiano sui Diritti, che monitora algoritmicamente il discorso d'odio su X: quasi due milioni di contenuti analizzati nel solo 2025. 

L'antisemitismo รจ la seconda categoria di odio rilevata, immediatamente dopo la misoginia e piรน che doppia rispetto a xenofobia e islamofobia. Inoltre passa dal 27% del 2024 al 29% del 2025. Il dato รจ piรน significativo di quanto sembri perchรฉ il corpus complessivo preso in considerazione รจ cresciuto del 35%: quindi cresce anche considerevolmente il volume assoluto dei contenuti antisemiti. Vox ha studiato per la prima volta sistematicamente la deumanizzazione. Sotto il nuovo vocabolario politico continuano ad affiorare meccanismi antichissimi: l'ebreo rappresentato come animale, essere demoniaco o alteritร  biologica.

La Mappa mostra che il nuovo antisemitismo non ha semplicemente sostituito quello vecchio. I due repertori sembrano sovrapporsi. Da una parte abbiamo: ebreo → israeliano → sionista → genocida/sterminatore che costituisce lo slittamento politico contemporaneo. Dall'altra sopravvive: ebreo → complotto / demonizzazione / animalizzazione / alteritร  biologica, che appartiene all'archivio dell'antisemitismo tradizionale. Ma la Mappa suggerisce che nella comunicazione reale i due lessici possono contaminarsi. Inoltre Vox riconosce un problema non secondario: quasi metร  degli stereotipi rilevati (46,68%) รจ espressa indirettamente - allusioni, ironia, generalizzazioni - e persino i sistemi di IA hanno difficoltร  a riconoscerla.

L’analisi semantica conferma il filo che lega tutto il discorso: il bersaglio, quindi, รจ sia "l'ebreo" in quanto tale, sia "l'ebreo in quanto sionista", percepito come aggressore, associato a verbi come sterminare, cacciare, ammazzare - รจ la prova che gran parte dell'odio sommerso, quello mai formalizzato in denuncia, transita proprio attraverso i social, ma si diffonde anche nella vita quotidiana. Senza dimenticare l'equiparazione Israele/nazismo che costituisce uno dei ponti piรน evidenti fra critica politica e riattivazione dell'immaginario antisemita.

Non รจ semplicemente dire che Israele commette crimini di guerra, conduce una politica coloniale, pratica apartheid o persino sostenere l'accusa di genocidio: sono affermazioni differenti, che vanno valutate ciascuna sulla base di definizioni e prove. L'analogia col nazismo introduce invece deliberatamente la memoria della Shoah nella rappresentazione di Israele. E da qui nasce la formula, diffusissima, del «voi che avete subito la Shoah ora fate la stessa cosa». Quel voi รจ decisivo. Perchรฉ diventa «voi ebrei», la responsabilitร  politica viene trasferita a un'intera collettivitร  etnico-religiosa.

Ed รจ proprio questo che impedisce di ridurre il problema alla consueta geometria destra antisemita / sinistra antisionista. L'antisemitismo รจ storicamente straordinariamente adattabile. Non ha bisogno di una dottrina politica coerente. Puรฒ essere nazionalista oppure anti-imperialista; cristiano oppure islamista; razziale oppure anticapitalista; anti-israeliano oppure, paradossalmente, compatibile con il sostegno a Israele. Una struttura antisemita trasversale capace di cambiare lessico, riadattandolo, secondo l'ambiente che la ospita. Ma con confini non cosรฌ definiti, con contagio sistematico a livello semantico, tra le varie aree politiche.

Il dato forse piรน inquietante delle chat di FdI e Futuro Nazionale รจ proprio questo: dimostrano che la centralitร  contemporanea dell'antisemitismo legato a Israele non ha sostituito l'antisemitismo classico. I due strati convivono, si sovrappongono. Il vecchio repertorio non รจ morto; in diversi ambienti รจ semplicemente diventato meno pronunciabile pubblicamente. E questo spiega bene la trasversalitร : non esiste piรน un unico antisemitismo con un'unica casa politica; esistono linguaggi politici differenti capaci di riattivare, ciascuno a modo proprio, lo stesso deposito secolare di rappresentazioni dell'ebreo.

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