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sabato 19 settembre 2026

“𝗙𝗔𝗨𝗗𝗔” (𝟮𝟬𝟭𝟱-𝟮𝟬𝟮𝟲)


Ne consiglio caldamente la visione. È un prodotto che rende una versione diversa di quel conflitto, scevra da stereotipi e romanticismo, e spesso impietosa con tutti i protagonisti. Non esistono solo film e registi che accedono ai red carpet degli Academy Awards o di Venezia, alla faccia di quello che poi sarebbe il mainstream, secondo una visione disancorata dalla realtà, e a prescindere dal loro reale valore artistico e documentaristico, che non è mia intenzione ora mettere in discussione.

“Fauda” è una serie televisiva israeliana di spionaggio e azione, creata da Lior Raz e Avi Issacharoff, che racconta il conflitto israelo-palestinese attraverso le operazioni di un’unità israeliana specializzata nell’infiltrazione sotto copertura nei territori palestinesi. Il titolo significa in arabo «caos», termine usato anche operativamente quando una situazione sfugge al controllo.

Il protagonista, Doron Kavillio, interpretato dallo stesso Lior Raz, è un ex membro dell’unità richiamato sul campo. Le operazioni antiterrorismo costituiscono però soprattutto la struttura narrativa attraverso cui la serie esplora lealtà, vendetta, paura, appartenenza, radicalizzazione e costo umano della violenza.

Una delle caratteristiche più interessanti di Fauda è il tentativo di mostrare il conflitto da entrambi i lati. I personaggi palestinesi non sono semplicemente antagonisti funzionali alla storia: hanno famiglie, motivazioni, conflitti interni e differenti atteggiamenti politici e religiosi. Allo stesso tempo, gli agenti israeliani vengono rappresentati lontano dall'immagine dell'eroe impeccabile: mentono, sbagliano, oltrepassano limiti morali e pagano conseguenze psicologiche e familiari molto pesanti.

La serie adotta uno stile teso, realistico e quasi documentaristico, con largo uso dell'arabo e dell'ebraico, combattimenti ravvicinati e operazioni costruite più sulla tensione che sulla spettacolarità tipica delle produzioni hollywoodiane. Proprio questa ricerca di realismo è una delle ragioni del suo successo internazionale.

Va però distinta la complessità narrativa dalla neutralità politica. Fauda nasce dall'esperienza israeliana dei suoi autori - Raz stesso ha prestato servizio in un'unità sotto copertura. È quindi una serie capace di umanizzare entrambi i campi senza necessariamente collocarli in una prospettiva perfettamente simmetrica.

Nel complesso, più che una serie «sul terrorismo», Fauda può essere vista come un dramma sulla spirale della violenza: quasi ogni azione produce una reazione, ogni vendetta prepara quella successiva e la distinzione fra vita privata e guerra finisce progressivamente per dissolversi. È proprio questa dimensione, più morale e tragica che propriamente geopolitica, a renderla interessante anche per chi non cerca semplicemente una serie d'azione.

Ad oggi la serie conta cinque stagioni (le prime quattro da 12 episodi, e la quinta da 11), l'ultima delle quali è ambientata dopo il 7 ottobre 2023.

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