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venerdรฌ 30 ottobre 2026

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Ecco l'indimenticabile incipit di questa fiaba gotica, un'opera fantasy praticamente perfetta. Il romanzo, uno dei piรน belli ma tra i meno conosciuti di Ray Bradbury, รจ raccontato come se fosse concepito dalla mente di un bambino, ma รจ rivolto a lettori di ogni etร . Non solo “Fahrenheit 451” e non solo “Cronache marziane”, dunque, ma molto altro.

Il mio incontro con “Il popolo dell'autunno” fu del tutto casuale: lo incrociai in una libreria, ne fui incuriosito, ma avevo messo in conto di rimanerne deluso. E invece fu una specie di illuminazione, che mi riportรฒ alla mente inquietudini dell'infanzia, rimaste chiuse in qualche cantuccio della coscienza, ma assolutamente indelebili, e che hanno condizionato tutto il corso della mia vita.

In una cittadina di provincia dell'Illinois, nei giorni che preludono alla festa di Halloween, giunge a notte fonda un circo pittoresco e misterioso, il Pandemonium Shadow Show, diretto da un personaggio inquietante, il signor Dark. I protagonisti sono due ragazzini tredicenni, Will Halloway e Jim Nightshade, amici inseparabili e tuttavia opposti: nato un minuto prima della mezzanotte del 31 ottobre l'uno, un minuto dopo l'altro, quasi che il loro stesso nome portasse in sรฉ la luce e l'ombra. 

Si scontreranno con l'ignoto e l'imponderabile, incarnato da una sinistra giostra ospitata all'interno del circo e dal minaccioso Dark, l'uomo illustrato, il cui corpo รจ coperto di tatuaggi che sono altrettante anime catturate. La giostra รจ il cuore nero del libro. In questo il romanzo supera la semplice avventura e diventa una riflessione sul tempo e sulla tentazione di fermarlo. I ragazzi saranno aiutati dal padre di Will, Charles Halloway, bibliotecario cinquantenne che si sente vecchio e che per l'occasione non esiterร  a riscoprire la sua fanciullezza. 

รˆ una meravigliosa allegoria della giovinezza che passa e che perรฒ non va mai dimenticata, nonostante i pericoli rappresentati dall'ariditร  della realtร  e dai suoi incubi. Viene, inoltre, dolcemente reso il rapporto tra padri e figli che, vivendo insieme l'esperienza del gioco, non sono altro che eterni bambini nel tempo.

E poi c'รจ l'autunno, presenza quasi fisica, con i suoi odori, il vento, le foglie secche, le ombre che si allungano e quella particolare malinconia che accompagna il trascorrere del tempo. Una stagione che diventa metafora della vita stessa, della sua bellezza e della sua precarietร .

Per me รจ stato del tutto naturale identificarmi con il padre e con il figlio del romanzo, in un continuo alternarsi di ruoli. Leggere questo libro รจ un'esperienza catartica, con il riemergere di visioni arcaiche che fanno parte dell'archetipo collettivo. Le paure che riconosciamo nei simboli e nelle figure trasmesse alla nostra coscienza fin dall'infanzia sono tra queste: il circo notturno, lo specchio che deforma, la strega che attraversa il cielo su una mongolfiera, la folla dei tatuaggi che sembra muoversi sulla pelle.

Bradbury conferma qui di essere un autore dalla fantasia pressochรฉ illimitata e dalle qualitร  letterarie notevoli. La sua prosa รจ insieme poetica e visionaria, ricca di metafore e di sensazioni quasi tattili, e basta qualche pagina per sentire l'odore delle foglie secche e il vento che porta il freddo. Scrittore del fantastico e del surreale in svariate declinazioni, riesce a stemperare un'atmosfera inquietante e nera attraverso intense suggestioni fiabesche, consegnando un forte e denso sapore dell'autunno, con personaggi che vagano tra sogno, incubo e realtร . Talmente forte, che per me รจ stato inevitabile collegarlo, col senno di poi, a certi miei incubi molto recenti.

Come se quelle immagini, quelle paure e quelle presenze fantastiche continuassero ad abitare una zona profonda della coscienza, indipendentemente dal tempo trascorso. Ed รจ forse proprio questa la grandezza della letteratura fantastica: non condurci semplicemente in mondi inesistenti, ma restituirci qualcosa di noi stessi che la realtร  quotidiana non riesce piรน a mostrarci. Perchรฉ il bambino che siamo stati non รจ mai scomparso davvero. Continua a vivere dentro di noi, con le sue meraviglie e i suoi terrori, nell'attesa di essere alla fine ritrovato.

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