๐๐ฎ๐๐ถ๐ฑ๐ฒ ๐๐ผ๐ป๐ด๐ผ, “๐’๐๐ผ๐บ๐ผ ๐๐ฒ๐ฟ๐๐ถ๐ฐ๐ฎ๐น๐ฒ” (๐ฎ๐ฌ๐ญ๐ฌ)
«๐๐ถ๐ฆ๐ด๐ต๐ข ๐ฆ๐ณ๐ข ๐ญ๐ข ๐ท๐ฆ๐ณ๐ช๐ต๐ข' ๐ค๐ฉ๐ฆ ๐ค๐ฐ๐ฏ ๐ฅ๐ฐ๐ญ๐ฐ๐ณ๐ฆ ๐ฅ๐ข ๐ต๐ฆ๐ฎ๐ฑ๐ฐ ๐ข๐ท๐ฆ๐ท๐ข ๐ฅ๐ฐ๐ท๐ถ๐ต๐ฐ ๐ณ๐ช๐ค๐ฐ๐ฏ๐ฐ๐ด๐ค๐ฆ๐ณ๐ฆ, ๐ข๐ญ๐ฎ๐ฆ๐ฏ๐ฐ ๐ข ๐ด๐ฆ ๐ด๐ต๐ฆ๐ด๐ด๐ฐ: ๐ญ๐ข ๐ท๐ช๐ต๐ข ๐ฏ๐ข๐ด๐ค๐ฆ๐ท๐ข ๐ฅ๐ข๐ญ๐ญ๐ฐ ๐ด๐ฑ๐ฆ๐ณ๐ฑ๐ฆ๐ณ๐ฐ ๐ฆ ๐ฏ๐ฐ๐ฏ ๐ฅ๐ข๐ญ๐ญ๐ข ๐ฑ๐ข๐ณ๐ด๐ช๐ฎ๐ฐ๐ฏ๐ช๐ข, ๐ฅ๐ข๐ญ๐ญ’๐ข๐ป๐ป๐ข๐ณ๐ฅ๐ฐ ๐ฆ ๐ฏ๐ฐ๐ฏ ๐ฅ๐ข๐ญ ๐ค๐ข๐ญ๐ค๐ฐ๐ญ๐ฐ, ๐ฆ ๐ฐ๐จ๐ฏ๐ช ๐ค๐ณ๐ฆ๐ข๐ป๐ช๐ฐ๐ฏ๐ฆ ๐ฆ๐ณ๐ข ๐ง๐ณ๐ถ๐ต๐ต๐ฐ ๐ฅ๐ช ๐ถ๐ฏ ๐ข๐ต๐ต๐ฐ ๐ต๐ฆ๐ฎ๐ฆ๐ณ๐ข๐ณ๐ช๐ฐ, ๐ด๐ฆ๐ฏ๐ป๐ข ๐ช๐ญ ๐ฒ๐ถ๐ข๐ญ๐ฆ ๐ค๐ช ๐ด๐ข๐ณ๐ฆ๐ฃ๐ฃ๐ฆ ๐ด๐ต๐ข๐ต๐ข ๐ถ๐ฏ๐ช๐ค๐ข๐ฎ๐ฆ๐ฏ๐ต๐ฆ ๐ณ๐ช๐ฑ๐ฆ๐ต๐ช๐ป๐ช๐ฐ๐ฏ๐ฆ. ๐๐ข ๐ด๐ต๐ฐ๐ณ๐ช๐ข ๐ฆ ๐ช๐ญ ๐ค๐ข๐ฎ๐ฎ๐ช๐ฏ๐ฐ ๐ฅ๐ฆ๐ญ๐ญ๐ข ๐ค๐ช๐ท๐ช๐ญ๐ต๐ข' ๐ฆ๐ณ๐ข๐ฏ๐ฐ ๐ด๐ต๐ข๐ต๐ช ๐ถ๐ฏ ๐ญ๐ถ๐ฏ๐จ๐ฐ ๐ต๐ฆ๐ฏ๐ต๐ข๐ต๐ช๐ท๐ฐ ๐ค๐ฐ๐ณ๐ฐ๐ฏ๐ข๐ต๐ฐ ๐ฅ๐ข ๐ด๐ถ๐ค๐ค๐ฆ๐ด๐ด๐ฐ ๐ฅ๐ช ๐ณ๐ข๐ด๐ด๐ช๐ค๐ถ๐ณ๐ข๐ณ๐ฆ ๐ช ๐ฎ๐ช๐ต๐ช ๐ฆ ๐ช ๐ค๐ฐ๐ฅ๐ข๐ณ๐ฅ๐ช, ๐ณ๐ช๐ท๐ฆ๐ด๐ต๐ฆ๐ฏ๐ฅ๐ฐ ๐ฒ๐ถ๐ฆ๐ด๐ต๐ข ๐ต๐ฆ๐ณ๐ณ๐ช๐ฃ๐ช๐ญ๐ฆ ๐ช๐ฑ๐ฐ๐ค๐ณ๐ช๐ด๐ช๐ข ๐ฅ๐ฆ๐ญ๐ญ๐ฆ ๐ณ๐ข๐จ๐ช๐ฐ๐ฏ๐ช ๐ฅ๐ฆ๐ญ๐ญ๐ข ๐ญ๐ฐ๐จ๐ช๐ค๐ข, ๐ฅ๐ฆ๐ญ๐ญ๐ข ๐ฎ๐ฐ๐ณ๐ข๐ญ๐ฆ ๐ฆ ๐ฅ๐ฆ๐ญ๐ญ๐ข ๐ฃ๐ฆ๐ญ๐ญ๐ฆ๐ป๐ป๐ข. ๐๐ถ๐ช ๐ค๐ฐ๐ฏ ๐ช๐ญ ๐ด๐ถ๐ฐ ๐ฎ๐ฆ๐ด๐ต๐ช๐ฆ๐ณ๐ฆ, ๐ช ๐ด๐ถ๐ฐ๐ช ๐ญ๐ช๐ฃ๐ณ๐ช, ๐ช๐ญ ๐ด๐ถ๐ฐ ๐ค๐ฐ๐ณ๐ฑ๐ฐ ๐ญ๐ถ๐ฏ๐จ๐ฐ, ๐ฎ๐ข๐จ๐ณ๐ฐ ๐ฆ ๐ฑ๐ณ๐ช๐ท๐ฐ ๐ฅ๐ช ๐ค๐ข๐ต๐ต๐ช๐ท๐ฆ๐ณ๐ช๐ข, ๐ฏ๐ฐ๐ฏ ๐ฆ๐ณ๐ข ๐ค๐ฉ๐ฆ ๐ช๐ญ ๐ฑ๐ณ๐ฐ๐ฅ๐ฐ๐ต๐ต๐ฐ ๐ถ๐ญ๐ต๐ช๐ฎ๐ฐ ๐ฅ๐ช ๐ฒ๐ถ๐ฆ๐ด๐ต๐ฐ ๐ค๐ข๐ฎ๐ฎ๐ช๐ฏ๐ฐ: ๐ถ๐ฏ ๐ฏ๐ฐ๐ช๐ฐ๐ด๐ฐ ๐ฎ๐ฆ๐ณ๐ญ๐ฆ๐ต๐ต๐ฐ, ๐ค๐ฐ๐ฏ๐ง๐ฆ๐ป๐ช๐ฐ๐ฏ๐ข๐ต๐ฐ ๐ค๐ฐ๐ฏ ๐ฑ๐ฆ๐ณ๐ช๐ป๐ช๐ข, ๐ข๐ญ๐ญ’๐ถ๐ฏ๐ช๐ค๐ฐ ๐ง๐ช๐ฏ๐ฆ ๐ฅ๐ช ๐ณ๐ช๐ฆ๐ฎ๐ฑ๐ช๐ณ๐ด๐ช ๐ฅ๐ช ๐ฑ๐ฐ๐ญ๐ท๐ฆ๐ณ๐ฆ ๐ฆ ๐ฅ๐ช ๐ค๐ฐ๐ฎ๐ฑ๐ญ๐ช๐ฎ๐ฆ๐ฏ๐ต๐ช ๐ด๐ถ๐ญ ๐ค๐ฐ๐ฎ๐ฐ' ๐ฅ๐ช ๐ถ๐ฏ๐ข ๐ป๐ช๐ข.»
Superando la mia riluttanza a leggere opere di narrativa italiana relativamente recenti, mi sono lasciato tentare da questo singolare romanzo distopico, spinto dalla “(in)sana” passione e dalla “morbosa” curiositร che nutro per questo genere letterario, e devo dire che la scelta รจ stata piรน che azzeccata. La sorpresa che mi ha colto, leggendolo, รจ stata a dir poco intensa. Devo senz'altro riconoscere che Longo รจ veramente un grande scrittore.
L’autore, con una prosa semplice, scorrevole, scarna, essenziale, ma colma di drammaticitร , ci introduce in un mondo non ben definito geograficamente e in un futuro altrettanto indefinito, anche se alcuni indizi ci inducono a pensare che gli anni siano quelli del nostro decennio. Una parte del romanzo รจ scritta anche in prima persona nella forma di memoriale, ciรฒ per rendere ancora piรน tangibile il punto di vista del protagonista. Col passare delle pagine la storia si fa sempre piรน avvincente. Un vero e proprio miracolo letterario, visti i tempi.
Lo stile si adatta molto bene alla trama: ci troviamo in un universo squallido e grigio, sicuramente in Italia, anche se viene nominata assai raramente e solo con qualche accenno. Non vengono, altresรฌ, mai nominate le localitร , contrassegnate solo dalla lettera iniziale, al contrario delle altre nazioni e delle loro cittร che sono indicate chiaramente, in un universo da incubo in cui tutto sta degradando: relazioni sociali, livello tecnologico, economia.
Sono saltati internet, telefoni, la TV assai raramente trasmette notizie, solo concerti di musica classica. La radio solo musica programmata. L’arrivo degli “esterni” รจ percepito come una grande minaccia. Gas, benzina, elettricitร , combustibili, alimenti, medicine si stanno esaurendo e le istituzioni stanno crollando, resta solo un esercito di ventura con regole arbitrarie: la Guardia Nazionale. In un crescendo di follia, รจ il mondo intero che sta collassando, con l’avanzare inesorabile della morte.
Il protagonista รจ Leonardo, professore universitario e scrittore, il quale annichilito dal senso di colpa per qualcosa che ha commesso e dal trauma conseguente, ha un blocco creativo, e lascia in sospeso il romanzo a cui stava lavorando, cosa che comunque in qualche modo condizionerร il suo destino verso l’inferno “purificatore” che dovrร attraversare.
Le analogie con il capolavoro di Cormac McCarthy “La strada” sono piรน che evidenti, sembra come se la storia raccontata ne “L’uomo verticale” viva di connessioni anticipatorie col romanzo dello scrittore americano. L’apocalissi qui perรฒ รจ lenta, graduale, ma inesorabile, non รจ stata innescata da un evento specifico, ma da un intreccio di cause concomitanti, che restano comunque abbastanza vaghe, e questo รจ tutt’altro che un male, perchรฉ mette al riparo la novella da luoghi comuni e facili motivazioni ideologiche.
L'unica certezza รจ il decadimento dell'umano, delle relazioni sociali, dell'empatia e della solidarietร , la mortificazione del singolo individuo a beneficio della massa. L'assunzione del divide et impera e dell'homo homini lupus come uniche norme, anche a livello orizzontale. Non c'รจ spazio per le persone miti. ร forse questa la vera causa e le altre sono solo conseguenze.
E a ben vedere, la perdita di ogni sentimento d'amore รจ la peggiore distopia che si possa immaginare.
Si coglie d’altronde in ciรฒ anche una ben precisa volontร di mantenere una certa metaforica indeterminatezza sul reale, che dona alla narrazione un velo di suggestivo mistero.
Di McCarthy, inoltre, si possono rintracciare echi da “Meridiano di sangue”, infatti, “L’uomo verticale” รจ in qualche modo anche un romanzo di “frontiera”.
Le influenze, perรฒ, non si limitano a McCarthy: si possono percepire legami col “Signore delle mosche" e con “Fahrenheit 451”, relativamente all'idea di “uomo libro”.
Leonardo non รจ veramente solo, ma in compagnia di migliaia di libri, di un cane, di una ragazza e di un bambino, e incontrerร una galleria molto variegata di personaggi, ognuno con una storia, in una cupa realtร precipitata nell’odio, nella violenza, nella guerra civile e nell’insensatezza. Sembra che l’unica soluzione sia la fuga all'estero, le cui frontiere perรฒ sono state di fatto blindate.
Frequenti sono i flashback che si alternano alla narrazione della linea temporale del presente, che servono a ricostruire un po' alla volta la storia di Leonardo e a chiarire perchรฉ, oltre al mondo circostante, stia andando parallelamente a pezzi pure lui.
ร una distopia all’italiana, in cui vizi, abitudini e caratteri nazionali sono facilmente riconoscibili, sospesa tra attesa e disperazione, e sullo sfondo un crudele inverno.
A volte la scrittura rallenta, sincronizzandosi coi tempi del semplice microcosmo della quotidianitร , per poi ripartire con un respiro piรน ampio, con un’ansia descrittiva che aumenta in continuazione, con la quale lo scrittore fa una panoramica delle condizioni sociali, dei feroci conflitti e della degenerazione in un orrore indicibile.
Il narrare di Longo si fa, via via, sempre piรน drammatico, seguendo il declino di un intero mondo, col protagonista che cerca di restare a galla per sopravvivere e soprattutto far sopravvivere chi ama. Quello che c'รจ di assai rilevante nella narrazione, anche in quei momenti in cui prevale la lentezza, รจ che lo scrittore non molla mai la presa. Sono assolutamente banditi i tempi morti.
Sicuramente tornerรฒ a leggere altro di Davide Longo. Difficilmente avrei potuto finire un anno di letture in maniera migliore.














